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Le ultime dalla B- Duello Inter-Juventus per un talento del Pescara, Nocciolini al Pordenone, e Bertosa e Puntoriere…

Il calciomercato infuocato e rovente della cadetteria non si ferma: secondo quanto ci risulta, starebbe prendendo corpo un duello tra Inter e Juventus per il talento classe 2000 del Pescara, […]

CalciomercatoIl calciomercato infuocato e rovente della cadetteria non si ferma: secondo quanto ci risulta, starebbe prendendo corpo un duello tra Inter e Juventus per il talento classe 2000 del Pescara, Elizalde. Il Parma libera Nocciolini, tutto fatto col Pordenone, mentre Francesco Puntoriere potrebbe tornare alla Virtus Entella dopo la prima parte di stagione con il Catanzaro, anche Diallo può tornare all’Avellino dal Bisceglie.

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ESCLUSIVA: Mesa (Milanotoday.it) ci presenta il nuovo difensore del Barca, il colombiano Yerri Mina

Oltre al grande colpo Coutinho, prelevato dal Liverpool per l’enorme cifra di 160 milioni di euro, il Barcellona ha concluso un altro acquisto ufficiale. Dal Palmeiras, infatti, gli spagnoli hanno […]

mina-barcelonaOltre al grande colpo Coutinho, prelevato dal Liverpool per l’enorme cifra di 160 milioni di euro, il Barcellona ha concluso un altro acquisto ufficiale. Dal Palmeiras, infatti, gli spagnoli hanno prelevato il difensore colombiano Yerri Mina per circa 12 milioni di euro. Per conoscere meglio il calciatore e per parlare più in generale di calcio colombiano, abbiamo contattato il giornalista di MilanoToday.it Stiben Mesa Paniagua, colombiano di nascita e grande conoscitore di calcio sudamericano.

1) Stiben, parlami di Mina: dove cresce calcisticamente e quali sono le sue caratteristiche tecniche.
Se fosse nato negli Stati Uniti probabilmente oggi giocherebbe con successo in Nba. E lo dico non solo per sottolineare le sue doti fisiche – basti pensare che con il suo 1.95 è diventato il calciatore più alto del Barcellona – ma anche per risaltare la sua determinazione, che lo avrebbe portato ad emergere ovunque. Nei primissimi anni della sua carriera, ancora era un ragazzino, pianse per una notte intera perché non aveva avuto la possibilità di aiutare sua madre per una spesa urgente. Da quel episodio – disse in un’intervista – cominciò a lavorare ancora più sodo per diventare un buon professionista e poter aiutare la famiglia.
Sono gli anni in cui Mina doveva ancora esordire tra le fila del Pasto, squadra che milita nella seria A colombiana. Quel giorno arriva il 20 marzo del 2013 e comincia la parabola sempre ascendente del ragazzo di Guachené. Un anno dopo va al Santa Fe, blasonata squadra di Bogotà. Con loro vince campionato e Copa Sudamericana. Su di lui piomba il Palmeiras nel 2016, anche con loro vice il torneo.
Il talento di Mina è evidente, in questi primi anni di carriera è stato più volte premiato come miglior difensore e quasi sempre finisce nel top 11: Sudamericana, Libertadores, Brasileirao, ecc. Oltre ad un dominio totale dell’area in fase difensiva grazie alla sua potenza fisica, ‘El Obelisco’ – come lo chiamano adesso i tifosi blaugrana – è capace di uscire  palla al piede con eleganza, senza ansia e con buon occhio in fase d’impostazione. Merito, forse, dei primi anni in qui faceva il centrocampista, dopo un breve tentativo come portiere seguendo le orme del padre. Ma Mina non è solo difesa, anzi. In area avversaria è micidiale. Nell’ultima Libertadores ha fatto 3 gol. In Brasile nessun difensore ha segnato quanto lui: una rete ogni 385 minuti. Col Palmeiras ha fatto in tutto 9 gol in 49 partite.

2) Il Barcellona punta molto su di lui. Credi saprà imporsi in un campionato importante come la Liga spagnola?
Ci sono grosse differenze tra la Liga e il Brasileirao. Mina ha dalla sua parte la giovane età e quel bagaglio tecnico che non può che migliorare allenandosi con campioni del calibro dei suoi nuovi compagni. Al Barcellona, con Valverde, sarà chiamato a difendere molto alto, ma la sua velocità e le lunghe leve dovrebbero essere un aiuto.
Certo davanti avrà gente come Piqué, Umtiti e Vermaelen ma sicuramente troverà spazio.

3) Con Davinson Sanchez e Mina, la Colombia sembra avere un’ottima retroguardia. Che ne pensi?

Facendo un paragone col passato è difficile trovare una coppia così forte là dietro. Io ricordo con piacere i primi anni del duplo Yepes-Cordoba, gioco aereo e velocità. Ma i tempi erano diversi, il livello complessivo della squadra era diverso. Quello che veramente impressiona con questi due è che nonostante la loro giovane età, 21 e 23 anni, sono già affermati e giocano in due club blasonati come il Tottenham e il Barca. Insieme possono garantire qualità per il presente e per il futuro dei ‘Cafeteros’.

4) Con loro, James, Cuadrado, Muriel, Zapata, che mondiale ti aspetti per la Colombia?

L’andamento della ‘seleciòn Colombia’ in un mondiale è sempre qualcosa d’imprevedibile. Nel ’90, dopo il passaggio del primo turno grazie al clamoroso pareggio con la Germania super favorita, dovevamo passeggiare sul Camerun e invece finì esattamente al contrario. Nel ’94, merito di una strepitosa qualificazione al primo posto e con un clamoroso 0-5 a Buenos Aires, qualcuno ci aveva dati perfino tra le squadre da battere: ovviamente dopo sole tre partite negli States eravamo già di ritorno per Bogotà. Solo l’ultimo mondiale in Brasile ha confermato – e probabilmente superato – le previsioni: uscendo a testa alta un passo prima delle semifinali, eliminati dai padroni di casa. In Russia arriva un gruppo già consolidato, un giusto mix di esperienza e gioventù, ma forse tecnicamente meno preparato rispetto a quello di quattro anni fa. Ma molto dipenderà da questo semestre. Staremo a vedere.

5) C’è un giocatore che gioca ancora in Colombia che vorresti segnalare?

Sono anni molto positivi per il calcio in Colombia. La nazionale di Pekerman è solo la punta dell’iceberg. Per questo motivo, già da tempo, gli osservatori dei più importanti club europei hanno ‘annesso’ i vari tornei colombiani nelle loro agende. Un giocatore che sicuramente non è passato inosservato è Kevin Balanta Lucumí. Centrocampista classe ’97 del Deportivo Cali. A 18 anni è stato convocato per la prima volta da Pekerman per un’amichevole in Perù dove ha potuto confermare le sue doti tecniche, tattiche e fisiche. Con Ever Valencia, Julián Andrés Quiñones, ‘El cucho’ Hernández e Eduard Atuesta (e questi sono altri nomi, anche se alcuni di loro giocano già fuori) è stato la colonna portante dei  Cafeteros under 20 al Sudamericano in Ecuador.

Ringraziamo Stiben Mesa per la disponibilità concessa e per le tante informazioni forniteci.

 

 

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La Roma non segna più

Il problema del gol sta diventando per la Roma un tormentone, Dzeko è tornato ad essere quel giocatore senza carattere né voglia, inutile e Schick forse utilizzato da Di Francesco […]

Eusebio Di FrancescoIl problema del gol sta diventando per la Roma un tormentone, Dzeko è tornato ad essere quel giocatore senza carattere né voglia, inutile e Schick forse utilizzato da Di Francesco in un ruolo non suo sta facendo la figura del pivello senza parlare di Under troppo ma veramente troppo acerbo per giocare in serie A.

Ma il problema è veramente solo questo?

Contro il Sassuolo la Roma ha concesso troppe occasioni agli avversari o quantomeno troppa libertà di agire nella propria metà campo e quindi creare di conseguenza problemi alla difesa che più di una volta si è salvata per le ottime chiusure dei singoli.

Quindi non è solo il gol a mancare ma anche quella dinamicità aspetto fondamentale per il gioco di Di Francesco e l’unico a tenere un ritmo sopra a tutti sembra essere il solo Perotti che però da solo non può salvare la squadra.

Anche perché ormai tutti gli avversari hanno imparato a limitare le discese di Kolarov e pure lui sembra da qualche partita in debito di ossigeno e non lo stesso di un mese fa.

Comunque il problema Dzeko rimane e non sarà facile risolverlo anche perché sembra quasi un giocatore che non abbia mai giocato insieme ai suoi compagni di squadra e allora solo lui può sbloccare questa situazione a dir poco imbarazzante.

A cura di Mario Puzzilli

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Serie B e Serie C: Sicilia Vs Puglia

andria-la-grande-boxe-puglia-vs-sicilia-antonio-ieva-benny-ruggieroE’ la locandina di un incontro di pugilato di qualche anno fa disputato in Puglia ma abbiamo preso questa immagine per descrivere ciò che sta avvenendo nel campionato di Serie B e in quello di Serie C.

A contendersi la promozione in Serie A, infatti, nel torneo cadetto sono una formazione siciliana, il Palermo primo in classifica, e una pugliese, il Bari di Fabio Grosso. Un duello che vede due squadre dal passato illustre ma dal recente passato opposto (i rosanero sono appena retrocessi mentre i bianconeri da diversi anni provano a ritornare in Serie A) e che negli ultimi anni hanno avuto diversi problemi societari (il Palermo tutt’ora pare sia a rischio di possibile fallimento). Quest’anno, però, grazie all’ottimo lavoro di Tedino e Grosso, Palermo e Bari stanno giocando un ottimo calcio e sia in Sicilia che in Puglia sperano di poter festeggiare la promozione a fine campionato.

In Serie C la situazione è simile ma dall’esito differente: in testa alla classifica abbiamo una pugliese, il Lecce di Liverani, seguito dal Catania di Lucarelli, formazione siciliana che vuole tornare ai fasti di qualche anno fa. Qui solo una potrà essere promossa in Serie B, la prima classificata, mentre la seconda dovrà disputare i playoff e quindi la lotta è ancora più agguerrita. Gli organici sono di tutto rispetto per entrambe le formazioni e sarà quindi il girone di ritorno a decidere chi tra Lecce e Catania potrà festeggiare a maggio.

Insomma la fame di calcio al Sud sta spingendo queste quattro società a lottare per tornare in categorie più prestigiose e siamo certi che tutto il movimento calcistico ha bisogno di tifoserie calorose come quelle di Palermo, Bari, Lecce e Catania.

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La tecnologia in campo

Siamo sicuri che la VAR sia di aiuto agli arbitri e ai suoi assistenti ? In molti se lo domandano domenica dopo domenica. Certe decisioni nonostante il monitor a bordo […]

VarSiamo sicuri che la VAR sia di aiuto agli arbitri e ai suoi assistenti ?
In molti se lo domandano domenica dopo domenica.
Certe decisioni nonostante il monitor a bordo campo sembrano le stesse che venivano prese gli anni passati dove non esisteva questa tecnologia al servizio del calcio.
Si sa che poi i tifosi, l’anima della società fanno presto a fare due più due.
Ogni giornata di campionato ci sono casi in cui la VAR viene usata in maniera non corretta o per verificare azioni talmente palesi che in realtà non servirebbe per poi prendere decisioni alcune volte totalmente sbagliate nonostante le immagini siano eloquenti a chiarire certe situazioni.
Quindi dobbiamo sempre ricordarci che dietro a qualsiasi mezzo tecnologico c’è sempre l’uomo, in questo caso l’arbitro e l’assistente al VAR.
Da un primo bilancio sono quasi tutti d’accordo nel dire che questa novità poteva essere d’aiuto se tutti, arbitri e relativi assistenti, fossero stai preparati all’uso con regole precise e non sempre con la scusante della discrezione arbitrale.
Siamo arrivati al punto che l’arbitro scende in campo con il pensiero che comunque può sbagliare a prescindere tanto c’è la VAR che sistema le cose e poi non è così.
Il monitor a bordo campo non deve essere considerato né un rimedio né un capro espiatorio, ma l’aiutino dell’arbitro ed invece sta diventando il peggior incubo di presidenti e tifosi che in curva allo stadio considerano “l’aggeggio” un mezzo comunque manipolabile e in alcuni casi ne hanno ben donde di pensarlo.
Torniamo al gioco del calcio perché chi ama questo sport ancora non ha capito perché per assegnare un calcio di rigore ci vogliano 5 minuti con l’azione che continua e con il rischio che gli avversari segnino cosa che è capitato tra l’altro.
La tecnologia usiamola ma ugualmente per tutti.

A cura di Mario Puzzilli

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Il sorpasso dell’Inter

Al primo passo falso del Napoli  l’inter di Spalletti mette la freccia e supera i partenopei e si sistemano al primo posto. Che potesse essere una giornata di campionato con […]

Luciano SpallettiAl primo passo falso del Napoli  l’inter di Spalletti mette la freccia e supera i partenopei e si sistemano al primo posto.

Che potesse essere una giornata di campionato con molte sorprese più di qualcuno se lo aspettava, ma che avvenissero veramente non era facile.

La  supersfida al San Paolo fa registrare una solidità bianconera vecchia maniera e i tre davanti del Napoli lontani parenti  di quelli visti un paio di mesi fa, e così alla prima vera occasione il grande ex di turno Higuain fa il suo e risolve questo difficile match.

La Roma non fatica nemmeno un po’ a liquidare  la Spal anche in 10, il Milan targato “ringhio” Gattuso riesce a subire un gol a partita finita da parte del portiere Brignoli eroe che da alla sua squadra il primo punto e fa cadere in depressione i tifosi rossoneri che avevano creduto che il nuovo mister fosse la panacea che risolvesse tutti i problemi della squadra, guarigione rinviata.

L’ Inter scende in campo a Milano con il pensiero che può effettuare il sorpasso e consapevoli dei loro mezzi giocano e bene si divertono e con un largo risultato, manita come dicono in Spagna.

Mister Spalletti sta facendo quadrare il tutto e ora aspetta e ha una settimana per preparare il big match allo Juventus stadium di sabato prossimo, mentre le altre pretendenti al titolo saranno impegnate e molto in Champions con conseguente sforzo fisico e mentale.

I nerazzurri da questo punto di vista sono favoriti perché non avere le coppe da giocare in settimana potrebbe diventare un vantaggio  non indifferente da gestire e questo mister Spalletti lo sa e sotto sotto  gongola al pensiero.

Infine il posticipo della domenica ci riservava una bella sfida a Marassi dove la Lazio era ospite della Samp, una gran bella partita ricca di occasioni dove la Lazio in svantaggio forse anche immeritato riesce in una rimonta proprio nel finale di partita credendoci fino alla fine con una bella e gagliarda prestazione.

Gustiamoci la settimana di coppe e attendiamo Juve Inter per testare le velleità dei nerazzurri.

A cura di Mario Puzzilli

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ATTILIO MALENA – La richiesta giustificata

Premetto che in campo debbano andare i giocatori più in forma e non necessariamente funzionali ad un determinato sistema di gioco, ma se poi dimostri di avere un talento in […]

Andrè SilvaPremetto che in campo debbano andare i giocatori più in forma e non necessariamente funzionali ad un determinato sistema di gioco, ma se poi dimostri di avere un talento in grado di poter spostare gli equilibri, non ci sono ragioni che giustifichino il fatto di non scendere in campo. E’ il caso di Andrè Silva, bomber d’Europa, e ancora a secco in campionato, il motivo dell’assenza di gol nella massima serie è lampante, la mancanza di occasioni tali da permettergli di esprimersi al massimo delle proprie possibilità.

E’ stato il fiore all’occhiello della sessione estiva di calciomercato, il talento strappato a tante big d’Europa. Serve tempo per adattarsi ad un campionato totalmente nuovo e soprattutto all’interno di una squadra che deve rodare ancora tanti e tanti equilibri. Ma Andrè Silva deve giocare, semplicemente perchè ha più talento dei compagni di reparto, non necessariamente da solo, da non disdegnare la possibilità di schierarlo in coppia con Cutrone, ma Andrè Silva deve essere in campo. Una richiesta a furor di popolo, Montella ci ripenserà?

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INDISCREZIONE – Juventus, nuovi contatti per Gimenez e Emre Can. E su Goretzka spuntano Psg, Real Madrid e Bayern

La Juventus accelera, il mercato di gennaio è alle porte e i bianconeri programmano l’immediato futuro. Secondo quanto ci risulta, ci sarebbero stati nuovi contatti per Gimenez, clausola rescissoria da […]

.La Juventus accelera, il mercato di gennaio è alle porte e i bianconeri programmano l’immediato futuro. Secondo quanto ci risulta, ci sarebbero stati nuovi contatti per Gimenez, clausola rescissoria da sessanta milioni di euro e la chiara volontà di lasciare l’Atletico Madrid, l’Inter c’è ma pensa al momento a piste alternative. Proficui anche gli ultimi approcci per Emre Can che avrebbe dato priorità alla soluzione bianconera rispetto ad altre proposte arrivate dalla Premier League. Su Goretzka invece si sarebbero inseriti anche Psg, Bayern e Real Madrid. Juventus attiva, il mercato è già in fermento…

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Richarlison, il nuovo “Amoroso” della famiglia Pozzo

Da qualche anno il Watford si è stabilizzato in Premier League e dopo la parentesi Mazzarri dello scorso anno, quest’anno il club gestito dalla famiglia Pozzo si è affidata al […]

IMG_20171121_173157Da qualche anno il Watford si è stabilizzato in Premier League e dopo la parentesi Mazzarri dello scorso anno, quest’anno il club gestito dalla famiglia Pozzo si è affidata al manager portoghese Silva.

La classifica del Watford dopo 12 giornate è più che soddisfacente (si trova subito dopo i top club) ed uno dei protagonisti è sicuramente il brasiliano Richarlison.

Acquistato in estate per 12,5 milioni di euro dalla Fluminense, Richarlison è stato il vero colpo di mercato del Watford che lo ha strappato alla concorrenza di club importanti come Ajax, Chelsea e Milan.

Giunto tra un po’ di scetticismo, Richarlison si è imposto giornata dopo giornata con le sue giocate e con le sue reti che stanno spingendo in alto il Watford.

La sua valutazione di mercato cresce notevolmente e pare che Manchester United e Tottenham lo stiano seguendo con notevole interesse. Per adesso se lo godono il Watford e la famiglia Pozzo che in lui rivedono un altro brasiliano che fece grande un’altra squadra da loro gestita: Marcio Amoroso nell’Udinese.

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Il derby del rispetto tra Juventus e Torino: Marotta e Cairo protagonisti al Premio Manager 2017

Unite da un’antica rivalita’ ma accomunate da un rispetto reciproco per gli operati delle ultime stagioni: l’amministratore delegato della Juventus Beppe Marotta e il presidente del Torino, Urbano Cairo, sono […]

Urbano Cairo e Beppe MarottaUnite da un’antica rivalita’ ma accomunate da un rispetto reciproco per gli operati delle ultime stagioni: l’amministratore delegato della Juventus Beppe Marotta e il presidente del Torino, Urbano Cairo, sono stati i protagonisti della seconda edizione del Premio ”Manager dell’Anno”. L’ex Sampdoria è stato premiato come ‘‘Manager dell’anno 2017” mentre il patron granata viene insignito del premio ‘‘Hall of Fame” dedicato alle gesta imprenditoriali anche al di fuori del mondo del calcio.

Occasione di discussione su diversi temi, dal rilancio del calcio italiano, fino ai tormentoni di calciomercato, Dybala e Belotti, con uno sguardo attento proprio al futuro delle sessioni di mercato estive e soprattutto dell’intero movimento italiano.

Urbano Cairo

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Residui di Svezia-Italia

Una squadra non presentabile, senza una spina dorsale, a terra dal punto di vista morale e con scelte tattiche senza senso: l’Italia si lecca le ferite dopo la devastante sconfitta, […]

Giampiero VenturaUna squadra non presentabile, senza una spina dorsale, a terra dal punto di vista morale e con scelte tattiche senza senso: l’Italia si lecca le ferite dopo la devastante sconfitta, non per proporzioni ma per l’avversario con cui è arrivata, che potrebbe lasciare il segno.

Ribaltare il risultato a S.Siro non è impossibile, ma è diventato un dovere per i milioni di tifosi che si sono sentiti presi in giro da una prestazione indecorosa e senza mordente. Gli alibi ormai stanno a zero, la Svezia ci ha sorpreso dal primo minuto con il suo atteggiamento senza dubbio non corretto ma da squadra, quello che l’Italia in questo momento non sembra proprio essere. Le scelte di Ventura lasciano ancora l’amaro in bocca, in un centrocampo a cui manca esplosività, fisicità e verve, il giocatore più in forma Pellegrini resta a casa, manca un’esterno che salti l’uomo con continuità e l’esplosivo Chiesa resta a guardare, convochi il tuo miglior metronomo e lo lasci in panchina.

Servirà rendere quanto meno presentabile la squadra con uno schieramento tattico che esalti le capacità dei singoli, il 4-3-3 metterebbe tutti d’accordo e soprattutto esalterebbe gente come Insigne e Verratti, nati con questo modulo. Immobile e Belotti possono giocare insieme, non in questo momento però.

Non andare al Mondiale sarebbe un disastro per il movimento ma farebbe venire a galla una polvere rimasta per troppo tempo sotto il tappeto, quella polvere che potrebbe rimanerci sotto quel maledetto tappeto in caso di qualificazione. Il giorno del giudizio sta per arrivare, l’Italia aspetta risposte…

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Pescara, due nomi per il futuro attacco di Zeman

Primi movimenti da registrare in entrata per il futuro mercato di gennaio del Pescara: contatti avviati secondo quanto ci risulta, sia con la Fiorentina per strappare ai viola Ionut Hagi […]

Zdenek ZemanPrimi movimenti da registrare in entrata per il futuro mercato di gennaio del Pescara: contatti avviati secondo quanto ci risulta, sia con la Fiorentina per strappare ai viola Ionut Hagi Jr e con l’Atalanta per Luca Vido. Entrambi nel mirino sin dall’estate, tornano di moda in vista dell’imminente riapertura della sessione invernale. Con Zeman per crescere ancora? Il Pescara è al lavoro…