Crea sito

Serie C Archive

0

Il Catania prova a rialzarsi: chi arriva al posto di Lucarelli?

Sono passati 8 giorni dalla semifinale playoff persa contro il Siena ma a Catania la delusione per la mancata promozione in Serie B non é certamente svanita. La tifoseria è […]

IMG_20170731_171400Sono passati 8 giorni dalla semifinale playoff persa contro il Siena ma a Catania la delusione per la mancata promozione in Serie B non é certamente svanita.

La tifoseria è fortemente amareggiata mentre la società è chiusa dietro un silenzio tombale che fa presagire cambiamenti in vista ddlla prossima stagione.

Diversi calciatori già, tramite i social, hanno salutato la città e tutto l’ambiente rossazzurro facendo intendere che il prossimo anno non saranno più a Catania. In particolare i difensori Bogdan, Esposito e Porcino, il portiere Martinez ed il centrocampista Mazzarani hanno dato l’addio su Instagram ringraziando i tifosi per il periodo trascorso insieme.

In ogni caso, il tema più delicato è quello legato al Mister Lucarelli, reo secondo molti di non essere stato in grado di guidare al meglio la squadra in determinati momenti della stagione. Il tecnico livornese è ancora sotto contratto avendo firmato la scorsa estate un biennale ma la sua conferma non è scontata anzi. (Lucarelli piace anche a diverse squadre di B come Palermo e Spezia)

Lo Monaco e tutto lo staff dirigenziale stanno sondando diverse soluzioni e tra i mister che piacciono di più ci sono Andrea Sottil, che ha appena portato il Livorno in Serie B, Massimo Drago, libero dopo l’ultima esperienza di Cesena e Gianluca Grassadonia, reduce dall’esonero di Vercelli in Serie B.

0

ESCLUSIVA – Ezio Capuano: “Ancelotti non basta, a San Benedetto una vigliaccata. E sulle seconde squadre…”

Napoli, tanta serie C e Sacchi: abbiamo chiacchierato brevemente con il “Mini One” Eziolino Capuano, storico allenatore, tra le altre, di Paganese, Potenza, Modena, Arezzo, Casertana e Sambenedettese. Ecco le […]

Napoli, tanta serie C e Sacchi: abbiamo chiacchierato brevemente con il “Mini One” Eziolino Capuano, storico allenatore, tra le altre, di Paganese, Potenza, Modena, Arezzo, Casertana e Sambenedettese. Ecco le sue parole in esclusiva ai nostri microfoni:

Ad un mister esperto come lei chiedo se il Napoli, con l’ingaggio di Ancelotti, riuscirà a fare il tanto atteso salto di qualità e a colmare il famoso gap con la Juve.

Ancelotti è un top player di fama mondiale, non solo europea, ma Sarri non andrà nel dimenticatoio. Servirà, indubbiamente, un ottimo mercato da parte della società partenopea: infatti, senza giocatori importanti, il solo Ancelotti non potrà colmare il gap con la squadra di Allegri.

 

Tra le tantissime esperienze sui campi di serie C, quale ricorda con maggior piacere?

Io sono un allenatore passionale, vivo esclusivamente di campo e di risultati. Non c’è una piazza che mi ha dato di più rispetto ad un’altra, ma sicuramente quella più recente, San Benedetto del Tronto, è stata per me indimenticabile. Posso affermare senza problemi di aver fatto un autentico capolavoro, portando la squadra dall’ottavo al secondo posto, e mi rammarica soltanto il fatto di non aver potuto giocare i playoff per la serie B a causa di una vigliaccata della società. Esonerare me a fine campionato, dopo una cavalcata memorabile, e richiamare in panchina un tecnico mandato via dopo le prime tredici partite è stata una scelta poco felice.

 

Il campionato di serie C dal prossimo anno verrà totalmente rivoluzionato con l’avvento delle seconde squadre: favorevole o contrario?

Assolutamente contrario. Le regole del minutaggio per i giovani e dell’obbligatorietà delle rose ristrette bastano da sole per far emergere i giovani talenti, non c’è bisogno di istituire le seconde squadre. In questo modo si perdono soltanto posti di lavoro.

 

Domanda secca: qual è, a suo parere, il miglior tecnico della storia del calcio.

Indubbiamente Sacchi, ho sempre adorato il suo calcio equilibrato e pragmatico.

0

INDISCREZIONE – Valzer di ds in C: la Samb punta Magoni, il Renate su Battaglia e per il Trapani può esserci Martino

Potrebbe scatenarsi improvvisamente un valzer di direttori sportivi in Serie C: secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, la Sambenedettese sarebbe alla ricerca di un nuovo uomo mercato e potrebbe puntare […]

Calciomercato MeliàPotrebbe scatenarsi improvvisamente un valzer di direttori sportivi in Serie C: secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, la Sambenedettese sarebbe alla ricerca di un nuovo uomo mercato e potrebbe puntare su Oscar Magoni, in caso d’addio con l’attuale ds, il Renate potrebbe decidere di sostituirlo con Marcello Battaglia, ex Vibonese. Nel gran ballo dei direttori, potrebbe rientrare anche Gabriele Martino, storico dirigente della Reggina corteggiato dal Trapani nonostante il clima d’incertezza che regna in terra sicula. Movimenti in campo ma soprattutto dietro la scrivania, può infiammarsi da un momento all’altro, un valzer dei ds, a sorpresa…

0

Catania: Bogdan piace a 3 club di Serie A

IMG_20180601_074813Impegnato nei playoff promozione il Catania sta mettendo in mostra un giocatore che sta attirando le attenzioni di diverse società di Serie A.

Si tratta del difensore croato Luka Bogdan, per il quale mercoledì sera a Salò (sede della gara di andata dei quarti di finale tra la squadra di casa ed il Catania) erano presenti sugli spalti osservatori di Parma, Empoli e Sampdoria.

Il numero 26 rossazzurro, autore di un’ottima stagione, è stato un punto fermo della difesa di Lucarelli e, nonostante i suoi 22 anni, ha dimostrato una personalità da vero leader.

La valutazione del calciatore è di circa 1,5 milioni di euro ma è chiaro come il Catania aspetterà l’esito dei playoff per imbastire un’eventuale trattativa.

0

INDISCREZIONE – Contatto Lecce-Napoli, chiesti Tutino e Palmiero

Secondo quanto raccolto del nostro direttore Attilio Malena, il Lecce, neo promossa nella serie cadetta, sembrerebbe interessata ai due gioielli del vivaio napoletano: Gennaro Tutino e Luca Palmiero. Entrambi a […]

Secondo quanto raccolto del nostro direttore Attilio Malena, il Lecce, neo promossa nella serie cadetta, sembrerebbe interessata ai due gioielli del vivaio napoletano: Gennaro Tutino e Luca Palmiero. Entrambi a fine prestito con il Cosenza, si sono fatti notare, chi più chi meno, in tutto l’arco del campionato di Serie C e non solo. Il primo, destro naturale classe 1996, è il vero trascinatore dei lupi. Grazie al suo ottimo momento ha regalato, alla compagine calabrese, l’accesso ai quarti dei playoff annientando un ostico Trapani, con un gol all’andata e uno al ritorno. Il secondo, centrocampista coetaneo del suo compagno di squadra, ha segnato soltanto una rete, ma è il vero metronomo del centrocampo di Braglia. Grazie al suo piedino fatato smista palloni per gli esterni con una qualità inaudita. Difficilmente i rossoblu li riscatteranno visto l’inserimento del club pugliese guidato da mister Liverani.

0

INDISCREZIONE – Catanzaro, tutto fatto per Auteri. E due priorità per il mercato…

Gaetano Auteri e Catanzaro, ve lo abbiamo raccontato: sono stati limati tutti i dettagli, per quello che dovrebbe essere un matrimonio biennale tra le parti. Per il mercato, secondo quanto […]

Gaetano AuteriGaetano Auteri e Catanzaro, ve lo abbiamo raccontato: sono stati limati tutti i dettagli, per quello che dovrebbe essere un matrimonio biennale tra le parti. Per il mercato, secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, priorità Strambelli e Golubovic per accontentare il trainer di Floridia…

0

ESCLUSIVA – Alberto Zaccheroni: “Ai cinesi del Milan bisogna dare tempo, è difficile che la Juventus possa vincere la Champions se…”

Il trio delle meraviglie Juventus, Milan e Inter, una spolverata di Cosenza e un pizzico di Nazionale: abbiamo intervistato Alberto Zaccheroni, storico mister ricordato, soprattutto, per essere stato il primo […]

Il trio delle meraviglie Juventus, Milan e Inter, una spolverata di Cosenza e un pizzico di Nazionale: abbiamo intervistato Alberto Zaccheroni, storico mister ricordato, soprattutto, per essere stato il primo italiano ad aver conquistato un trofeo internazionale (la coppa d’Asia 2011) alla guida di una nazionale straniera e per aver vinto un campionato di serie A col Milan. Ecco le sue parole in esclusiva ai nostri microfoni:

Partiamo dal Milan e dalla sua stagione altalenante. Pochi giocatori ad emergere come campioni, risicata qualificazione diretta in Europa League e pesanti sanzioni dall’UEFA all’orizzonte. A suo parere, i tifosi rossoneri devono rimpiangere l’era Berlusconi?

Tutte le gestioni attraversano momenti migliori e peggiori, anche nell’era Berlusconi ci sono stati momenti poco felici: infatti, se ben ricordo, l’ultimo Milan del Cavaliere non faceva grandi investimenti. La società ha ritenuto opportuno cedere il pacchetto ai cinesi, traspariva grande solidità finanziaria alle spalle. Ora non è così, ma a mio parere bisognerebbe aspettare e concedere un po’ di tempo ai nuovi investitori.

 

Esaltante qualificazione in Champions dell’Inter a dispetto di una Lazio dall’ottimo rendimento. Quanto c’è di Spalletti in questo grande risultato?

Credo che Spalletti abbia fatto un ottimo lavoro, ha preso in mano una buonissima squadra come l’Inter e ne ha valorizzato appieno i giocatori. Onestamente, alla luce di tutto l’andamento stagionale, non pensavo che la Lazio si facesse superare dai nerazzurri proprio all’ultima giornata, ma ci sono da riconoscere grandi meriti ai ragazzi di Spalletti. Risultato inaspettato per certi versi, favorito invero anche dalla nuova regola del quarto posto.

 

La Juventus si prepara ad una sontuosa campagna estiva finalizzata al dominio italiano e anche europeo. In questo momento, quale tassello manca alla squadra di Allegri per trionfare in Champions?

La Juve arriva sempre in fondo alla Champions, dunque mi sembra esagerato dire che manchi qualcosa. Real Madrid e Barcellona vincono perché hanno in squadra gente come Messi e Ronaldo, la Juventus no. Allora viene legittimamente da chiedersi: perché i due giocatori migliori del mondo militano nel campionato spagnolo? E’ chiaro che nel paese iberico hanno una tassazione di gran lunga inferiore a quella italiana, infatti un conto è pagare il 25% e un altro il 50%. E’ giusto riconoscere i meriti della Juve, ma non potendosi permettere fuoriclasse assoluti è difficile competere con certe squadre.

 

 Ieri si è giocata Trapani-Cosenza, gara di ritorno dei playoff di Serie C. La squadra silana, da lei allenata nella stagione 1994/95, disputerà le Final Eight per contendersi un posto in serie B. A suo parere, dove può arrivare questo Cosenza?

Per la partita di ieri ero molto in difficoltà: da una parte c’era una squadra e una città a cui sono tuttora molto legato, Cosenza, mentre dall’altra c’era il Trapani di Calori, con il quale ho trascorso meravigliosi anni ad Udine. So che il Cosenza è una squadra ben rodata, allenata da un grande conoscitore di calcio come Piero Braglia: può fare sicuramente bene.

 

Concludiamo con un parere su Mancini commissario tecnico della Nazionale Italiana. Sarà lui l’uomo della rinascita?

Il fatto che l’Italia sia fuori dal Mondiale è un’anomalia, un puro caso. E proprio in quanto caso non penso minimamente possa ripetersi una seconda volta, anche se nel calcio non c’è nulla di sicuro. Molti ci invidiano la nostra cultura calcistica, abbiamo scritto pagine indelebili nella storia di questo sport. Non è un caso che il calcio italiano, almeno fino al 2010, sia stato per 20/30 anni quello più seguito al mondo. Credo proprio che, a breve, torneremo a ritagliarci un posto tra le grandi, il nostro blasone ce lo impone.

0

ESCLUSIVA – Gianni Di Marzio: “Napoli esaltante, questo Cosenza è più forte di quello che allenai io”

Un’analisi sull’esaltante stagione del Napoli, fermata solo dal rullo compressore Juventus, uno sguardo al calcio calabrese e un paio di allenatori rivelatisi autentiche sorprese: abbiamo intervistato in esclusiva Gianni di […]

Un’analisi sull’esaltante stagione del Napoli, fermata solo dal rullo compressore Juventus, uno sguardo al calcio calabrese e un paio di allenatori rivelatisi autentiche sorprese: abbiamo intervistato in esclusiva Gianni di Marzio, storico allenatore, tra le altre, di Catanzaro, Cosenza e Napoli e padre di Gianluca, giornalista di Sky Sport. Ecco le sue parole ai nostri microfoni:

Il Napoli conclude la sua stagione con 91 punti, assoluto record nella storia della società partenopea. Nessuna seconda classificata aveva mai ottenuto così tanti punti, così come pochissimi sono stati i gol presi (29). Al netto di queste cifre, la stagione del Napoli si può considerare comunque eccezionale?

“Sicuramente sì. Quella dei ragazzi di Sarri è stata una stagione fantastica, coronata da un gioco a dir poco spettacolare. A conferma di ciò vanno i dati in trasferta: prima della sconfitta di Firenze, il Napoli non perdeva fuori dalle proprie mura dal lontano ottobre 2016. I ragazzi di Sarri hanno un po’ rinunciato all’Europa League, ma sono sicuro che dal prossimo anno faranno bene anche in Europa.

 

Per affossare un Napoli così devastante, era necessaria una Juventus versione maxi: 95 punti, terzo score di sempre in serie A, solidità in difesa e esplosività in attacco. Rullo compressore in Italia, meno in Europa: cosa manca realmente alla Juventus versione Champions?

La Juventus ormai è una realtà, un’autentica fortezza costruita per vincere. Forse però, i bianconeri dovrebbero cercare di essere più determinati in Europa, quando arrivano in prossimità delle fasi finali mancano di sicurezza e accusano timore. Pian piano la Juventus arriverà in fondo anche lì, i presupposti ci sono tutti.

 

Ad un mister esperto come lei non posso che chiedere l’allenatore rivelazione della stagione 2017/18.

In questa stagione molti allenatori hanno fatto bene, non mi sento di esprimere preferenze. Se proprio bisogna fare qualche nome, dico Gattuso e Sarri. Entrambi molto bravi, hanno enormi margini di crescita e sono destinati a regalarsi soddisfazioni anche in futuro.

 

Lei conosce molto bene le potenzialità del calcio calabrese, alla luce delle sue esperienze da allenatore. Secondo il suo parere, questo Cosenza può emulare le gesta di quello targato 1987-88 a guida di Gianni di Marzio?

Sicuramente, anzi dirò di più: loro possono fare anche di meglio. Ho visto da vicino qualche loro allenamento e sono un ottimo gruppo, costituito da giovani affamati e determinati. Il loro allenatore non ha bisogno di presentazioni, il progetto della società è solido: mi sento, dunque, di segnalarli tra i favoriti per la promozione in B.

 

Da qualche anno, ormai, il Catanzaro è fuori dai giochi: squadra poco competitiva, panchine costantemente scottanti e cambi di società. Quanto tempo occorre affinchè la tifoseria giallorossa possa tornare a gioire come ai tempi del Catanzaro di Di Marzio?

Dispiace per la situazione dei giallorossi, entro breve tempo si rifaranno. Infatti, la tifoseria e il blasone sono da tutt’altra categoria. Noto è un presidente intelligente e saprà come agire, le sorti del Catanzaro dipendono da lui.

 

 

0

INDISCREZIONE – Catanzaro, Auteri concretamente vicino al ritorno: le ultime

Gaetano Auteri concretamente vicino al ritorno al Catanzaro: volontà da entrambe le parti di chiudere, a giorni appuntamento per provare a raggiungere un’intesa di massima. Le Aquile si preparano a […]

Gaetano AuteriGaetano Auteri concretamente vicino al ritorno al Catanzaro: volontà da entrambe le parti di chiudere, a giorni appuntamento per provare a raggiungere un’intesa di massima. Le Aquile si preparano a salutare anche ufficialmente Pancaro, cercasi profilo d’esperienza, Auteri è sempre più vicino…

0

ESCLUSIVA – Massimo Londrosi: ”Abete soluzione adatta per uscire da questo sbandamento. Squadre B bella idea ma c’è un ma, il calcio italiano deve ripartire dalla regole”

Un’analisi sul momento del calcio italiano, dalle possibili novità da introdurre (squadre B), fino ai nomi, certamente non nuovi per le poltrone che contano in Figc, in compagnia del direttore […]

Massimo LondrosiUn’analisi sul momento del calcio italiano, dalle possibili novità da introdurre (squadre B), fino ai nomi, certamente non nuovi per le poltrone che contano in Figc, in compagnia del direttore Massimo Londrosi che si è soffermato di questo e tanto altro ai nostri microfoni:

Ancora Abete per la FIGC, scelta che può destabilizzare ulteriormente il movimento?
”Abete è una persona perbene e un dirigente di lunga e provata esperienza. In più sul suo nome si sono trovate d’accordo quasi tutte le Leghe e componenti. È la soluzione adatta per uscire da questo momento di grave sbandamento del calcio italiano proprio perché ha l’appoggio di quasi tutti. Oggi il movimento è allo sbando, senza un capo che dia indirizzi e guidi il movimento. Il calcio ha bisogno di un capo, di una guida in cui riconoscersi. Se Abete piace alla maggioranza ben venga Abete e che venga presto a dare regole certe e indiscutibili e a mettere ordine in una situazione se possibile resa ancora più precaria da un commissariamento incolore e che ha suscitato più disapprovazione che altro”.

Squadre B all’ordine del giorno, più i pro o i contro?
”Le squadre B potrebbero essere una bella idea ma catapultate così dall’alto senza concertazione sono sembrate il frutto di una decisione ritorsiva nei confronti di quella parte del sistema che aveva messo in discussione l’efficacia dell’azione commissariale nel suo complesso. Tra l’altro, penso che appena faranno bene i conti i club di serie A invaghiti dall’idea delle seconde squadre freneranno un po’: tra contributo alla Lega di C per la partecipazione al campionato, spese di gestione, costo dello staff, contratti ecc.ciascuna squadra costerà almeno due milioni e mezzo di euro. Sicuro che le valorizzazioni sin qui date alle singole società di categoria inferiore per far giocare le giovani promesse della serie A fossero d’importo superiore? E poi c’è la questione stadi: se è discutibile che ha squadra di D vincitrice dei play off non possa essere ripescata se non ha uno stadio adeguato non è nemmeno giusto pensate di consentire alle seconde squadre di A di giocare a Lomazzo, Solbiate Arno o Cuneo”.

Serie B durissima contro l’introduzione delle formazioni B, condivide la scelta?
”La B ha avuto una reazione durissima ma tardiva: purtroppo Abodi non c’è più e gli avvocati stanno bene in tribunale…”.

Da dove può ripartire il calcio italiano e da chi?
”Il calcio italiano deve ripartire dalle regole e dal rispetto di esse. Se il patron del Bassano, imprenditore di successo e persona rispettabilissima, si permette di agire ,nel pieno di playoff e playout e mentre sono in corso procedure fallimentari e aste in tribunale,per fondere Bassano e Vicenza in barba alle regole vigenti e riceve pure il plauso della Lega di serie C, vuol dire che c’è qualcosa se non va. Se chi ha soldi può infrangere le regole e gli battono pure le mani allora siamo nella Repubblica delle banane. E a me francamente la cosa non piace”.

0

Squadre B, istruzioni per l’uso

Nella giornata di ieri è stata ufficializzata una riforma rivoluzionaria per il calcio italiano: dalla prossima stagione verranno introdotte in Serie C le squadre B, che andranno a rimpiazzare le […]

Squadre BNella giornata di ieri è stata ufficializzata una riforma rivoluzionaria per il calcio italiano: dalla prossima stagione verranno introdotte in Serie C le squadre B, che andranno a rimpiazzare le compagini fallite in modo da riportare il numero di squadre partecipanti al campionato di terza serie a 60. Le squadre B, che saranno composte da almeno 19 giocatori nati dal 1/1/1996 su una rosa di 23 elementi, potranno essere promosse e retrocesse, ma con delle limitazioni: non potranno militare nello stesso campionato della prima squadra e non potranno iscriversi a campionati dilettantistici (in caso di retrocessione in D dovranno chiedere il ripescaggio in C ma saranno subordinate alle nuove seconde squadre che chiederanno l’iscrizione nella ex Lega Pro).

I pareri sulla riforma sono divergenti: molti spingevano da anni per la sua attuazione, ma in seguito alla sua ufficializzazione vi sono state molte opposizioni. Fra queste ultime spicca quella della Lega Serie B, che ha addirittura minacciato di bloccare il campionato in quanto ritiene dannosa questa rivoluzione. L’opinione pubblica si è dunque spaccata in due. Andiamo pertanto a valutare i possibili effetti dell’introduzione delle squadre B.

In primo luogo occorre analizzare il contesto relativo alla Serie C. Dall’unificazione delle ex Prima Divisione e Seconda Divisione in poi il livello del campionato di terza serie sembra essersi gradualmente abbassato. I club di bassa classifica stanno allestendo rose sempre meno competitive. In questa stagione, inoltre, a causa del mancato raggiungimento del numero prestabilito di partecipanti (60), i play-out sono stati drasticamente ridotti: basti pensare che le squadre che hanno concluso il loro girone al sedicesimo posto (su 19) si sono salvate direttamente. Nei gironi A e C le ultime in classifica, rispettivamente, hanno accumulato oltre 8 punti di distacco dalla quartultimo posto e pertanto sono retrocesse direttamente in Serie D. Discorso a parte nel girone B per il Modena, che è fallito a stagioni in corso. Questa situazione ci porta ad una riflessione. Mentre nelle scorse stagioni l’introduzione di squadre B, imbottite di giovani, avrebbe potuto livellare molto verso il basso il campionato, in questo momento questo effetto negativo relativo al grado di competitività potrebbe non manifestarsi. Alcune seconde squadre, infatti, probabilmente quest’anno si sarebbero salvate senza grossi patemi ed un paio avrebbero anche potuto fare un pensierino ai play-off.

Altro problema della Serie C, come accennato in precedenza col caso Modena, è quello dei fallimenti. Al contrario di quanto si tende a pensare questa grana coinvolge più le società blasonate che le piccole. Ad avere ingenti problemi societari in questa stagione sono state principalmente il Modena, che è stato addirittura escluso dal campionato, il Vicenza e l’Arezzo. Perché alcuni club che nella storia recente hanno spesso militato in Serie B si trovano con l’acqua alla gola? In primis perché vi è una forte disparità fra B e C in termini di diritti TV e ciò va a penalizzare le neoretrocesse. Inoltre, va ricordato che vengono promosse dalla C alla B solo 4 squadre su un totale di 60 (quest’anno di 57, includendo anche il Modena): ciò vuol dire che fare il passo più lungo della gamba è molto rischioso, in quanto ottenere la promozione è una vera e propria impresa e quindi spendere ripetutamente negli anni ingenti somme per conquistare la Serie B può far portare le società a situazioni economiche difficili. Per mantenere invariato il numero di 60 squadre si ricorre ai ripescaggi, ma molte domande vengono rigettate, in quanto spesso le società di Serie D non sono in grado di presentare garanzie adeguate, sia a livello economico sia infrastrutturale. Garanzie che possono invece fornire le squadre B, che fanno capo a società con una disponibilità economica ampiamente maggiore. Le seconde squadre andranno dunque a rimpinguare di volta in volta il numero di club di Serie C riportandolo a 60 e faranno sì che in terza serie vi siano meno fallimenti.

Un punto molto controverso è quello relativo alla formazione dei giovani. I sostenitori del modello spagnolo e di quello tedesco ritengono che l’introduzione delle squadre B sia il modo migliore per far maturare un giovane. Altri, invece, ritengono che non vi sia un impatto positivo significativo e che l’ammissione delle seconde squadre in C potrebbe essere addirittura deleterio. Quali potrebbero essere gli impatti positivi delle squadre B sulla formazione dei giovani? In primo luogo la riforma permette ai calciatori giovani di farsi le ossa affrontando non solo pari età ma anche calciatori esperti, anche con trascorsi in categorie superiore, da cui potranno trarre importanti insegnamenti. Inoltre gli under saranno temprati maggiormente anche a livello caratteriale: un conto è giocare nel campionato Primavera davanti a un pubblico scarno, un altro è ritrovarsi talvolta a giocare in campi caldi con 15.000-20.000 spettatori. Lo scambio di giocatori fra prima e seconda squadra potrebbe inoltre essere maggiore rispetto a quello fra casa madre e Primavera, in quanto i giovani più in gamba potrebbero essere ritenuti pronti per la A prima rispetto a quanto accadeva prima. Vi sono effetti positivi anche per le squadre “classiche” della Serie C, che riceveranno maggiore attenzione mediatica: basti pensare a neopromosse che l’anno prossimo disputeranno per la prima volta un campionato professionistico, come l’Albissola, che avrà improvvisamente la possibilità di confrontarsi contro i giovani delle principali big italiane. I migliori giovani dei club “tradizionali”, inoltre, giocando contro le seconde squadre saranno notati maggiormente dalle società di Serie A e ciò potrebbe aiutare i calciatori interessanti di Serie C ad emergere con più facilità e rapidità. Va ricordato che spesso le società “classiche” hanno molti giocatori in prestito da compagini di A e B: con l’introduzione delle squadre B vi saranno quindi meno calciatori cedibili in prestito e ciò porterà le società “tradizionali” a costruirsi in casa i propri talenti. L’unica perplessità per quanto riguarda il dibattito sulla formazione dei giovani è l’età massima richiesta per le squadre B. Come detto in precedenza, almeno 19 elementi su 23 di queste società satellite dovranno essere nati dal 1/1/1996 in poi. Questa regola sembra poco limitativa: 4 fuoriquota sembrano troppi e inoltre probabilmente sarebbe stato più ragionevole creare squadre under 21 (dal 1/1/1998 in poi) invece che under 23.

Ricapitolando, le squadre B sembrano essere state introdotte proprio nel momento più propizio e potrebbero avere molti effetti positivi, la cui entità è però incerta. Tuttavia questa riforma non può essere considerata la panacea di tutti i mali e bisognerà monitorare attentamente le controindicazioni che potrebbero sorgere. Il giudice supremo, come sempre, sarà il campo.

Tags:
0

ESCLUSIVA: Soncin (commentatore Sportitalia): Livorno, Padova e Lecce con merito in Serie B. La proposta di Costacurta mi piace. Catania-Alessandria sarà la finale playoff!

In esclusiva per il nostro sito, il sottoscritto ha contattato telefonicamente l’ex bomber di Atalanta, Avellino ed Ascoli Andrea Soncin, attuale opinionista di SportItalia. Con diverse esperienze in vari campionati, […]

FB_IMG_15259634878428238

In esclusiva per il nostro sito, il sottoscritto ha contattato telefonicamente l’ex bomber di Atalanta, Avellino ed Ascoli Andrea Soncin, attuale opinionista di SportItalia.
Con diverse esperienze in vari campionati, tra cui la Serie C in cui si laureo’ capocannoniere con 21 reti quando’ indossava la maglia del Lanciano nel 2004, Soncin da questa stagione ha iniziato una collaborazione con SportItalia per commentare proprio le partite di Serie C trasmesse in esclusiva dall’emittente televisiva.
Con il Cobra (questo il soprannome che ha contraddistinto Soncin durante la sua carriera da calciatore) abbiamo fatto il punto sulla stagione regolare appena conclusa e sui prossimi playoff che stanno per iniziare.
- Andrea, venerdi’ iniziano i playoff di Serie C che decreteranno la quarta squadra promossa in Serie B. Ma se volessimo fare un passo indietro, che ne pensi delle promozioni di Livorno, Padova e Lecce?

 

Sono stati tre gironi molto diversi che hanno visto trionfare quelle che sulla carta erano indicate come le potenziali vincitrici dei rispettivi gironi anche se ognuna ha vinto il proprio girone in maniera differente. Nel girone A il Livorno ha avuto degli alti e bassi incredibili ma, nonostante cio’, il Siena o altre squadre che potevano ambire al primo posto non sono state in grado di approfittare delle defiance della squadra livornese. Nel girone B, invece, non e’ quasi mai stata in dubbio la vittoria del Padova perche’ la sorpresa iniziale del Renate si é spenta quasi subito ed i veneti, approfittando anche delle difficolta’ di squadre come Reggiana e Pordenone, hanno avuto vita facile grazie anche ad un organico esperto guidato da un ottimo tecnico come Bisoli. Infine, nel girone C il Lecce ha fatto tantissimi punti, ha fatto tanti goal e ne ha preso pochi. Ha rallentato un po’ tra fine marzo e inizio aprile dando qualche speranza alle inseguitrici Catania e Trapani ma e’ stata davvero una corazzata ben guidata dal tecnico Liverani.

 

- Ecco, conclusa la stagione regolare, tutto torna in discussione con i playoff dove, in virtu’ della formula complessa che da vita ad un nuovo torneo, anche chi non ha mai lottato per le prime posizioni puo’ ambire alla promozione. Secondo te, sono comunque favorite le squadre che si sono classificate meglio in classifica?

 

Indubbiamente chi si e’ classificato secondo o terzo ha il vantaggio di superare i primi turni e non e’ cosa da poco. Paradossalmente, pero’, queste squadre dovranno attendere oltre venti giorni prima di tornare in campo e, cio’, dal punto di vista psicologico puo’ essere uno svantaggio. Gestire l’aspetto mentale non sara’ semplice ed, infatti, a Catania ad esempio hanno ingaggiato due mental coach per lavorare molto sulla testa dei calciatori. Poi e’ chiaro che ci sono squadre come Alessandria, Pordenone, Sambenedettese o SudTirol che nella sfida secca, avendo organici importanti, possono essere letali.

 

- Andrea, avendo commentato diverse partite dei tre gironi, ci fai qualche nome di qualche calciatore che, a tuo avviso, potremmo vedere in palcoscenici piu’ importanti nelle prossime stagioni?

 

C’e stato un bel mix di giovani e giocatori d’esperienza. Ad esempio, nel girone C mi e’ piaciuto moltissimo l’attaccante del Lecce Matteo Di Piazza che, alla soglia dei 30 anni, sta dimostrando di essere un attaccante completo e avendo vinto il campionato avra’ modo di farsi valere anche in Serie B. Nel girone B mi e’ piaciuto molto il centrocampista Cesarini della Reggiana, anche lui non giovanissimo (28 anni) ma ha qualita’ importanti per poter dire la sua anche in categorie superiori.
E poi, da attaccante quale sono stato, ti dico che mi e’ piaciuta molto la stagione di Curiale del Catania. Quest’anno l’ho visto molto cresciuto dal punto di vista dell’atteggiamento e della personalita’ e ha dimostrato di avere una notevole cattiveria agonistica che lo ha portato a vincere la classifica dei cannonieri del Girone C.

 

- Che ne pensi della proposta di Costacurta, sub-commissario della FIGC, di inserire le secondo sqaudre dei Top Club di Serie A proprio in terza serie? Puo’ essere un’ostacolo per quello che, spesso, e’ stato un serbatoio di giovani talenti?

La proposta può avere diverse chiave di lettura. La presenza delle seconde squadre darebbe ancor piu’ visibilita’ alla categoria e potrebbe concedere ai giovani di avere qualche stagione in piu’ per maturare per poi giocare nel Top club. A me non sembra una proposta negativa ma e’ chiaro che non e’ l’unica soluzione ai problemi del calcio italiano. Bisognerebbe evitare, ad esempio, di ricorrere alle troppe penalizzazioni in classifica come e’ accaduto quest’anno. Io sarei dell’idea di mettere delle regole rigide sin dalla fase di iscrizione al campionato in modo tale che non si verifichino piu’ casi come Modena, Vicenza, Arezzo, Matera ed Akragas.
- Infine, il pronostico di Andrea Soncin sulla finale playoff che si disputera’ il prossimo 19 Giugno a Pescara.
Per il valore della rosa metto sicuramente il Catania e poi sono convinto che anche l’Alessandria, gia’ vincitrice della Coppa Italia di Serie C, arivera’ fino in fondo. Per me queste due squadre sono quelle che partono favorite e sono abbastanza convinto che la promozione in Serie B se la giocheranno proprio loro 2.

Massimiliano Giliberto