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Guida ai Mondiali: Girone C

Girone C: Francia, Danimarca, Perù, Australia; Francia: Nonostante una fucina piena di talenti, sia in tempi passati che al giorno d’oggi, la Francia ha messo in bacheca soltanto un Mondiale, quello […]

Girone C: Francia, Danimarca, Perù, Australia;

Francia: Nonostante una fucina piena di talenti, sia in tempi passati che al giorno d’oggi, la Francia ha messo in bacheca soltanto un Mondiale, quello giocato in casa nel 1998. Fin dalla fondazione nel 1904, è stata una delle selezioni più forti al Mondo anche quando non ha portato a casa risultati. E allora perché non è riuscita a dominare nonostante avesse giocatori qualitativamente superiori alla norma? Questa è la domanda che tutti i francesi si pongono quando guardano il palmares della loro Nazionale. La risposta è la mancanza di compattezza. Si perché se in panchina manca un condottiero vero, il quale riesca a far funzionare tutti gli ingranaggi dell’orologio, che all’apparenza sembra perfetto, esso alla fine dei conti non segna l’ora esatta e non può essere più utilizzato. I transalpini ebbero dalla loro gente come Platini, Zidane, Desailly,Papin, Trezeguet, Viera, Blanc, Deschamps, Thuram, Henry, ma ad eccezione del momento d’oro in cui l’attuale tecnico francese fece il “Double”, esplodendo di gioia prima per la conquista del Mondiale sotto la guida di Aimè Jacquet, poi dell’europeo 2000 con Lemerre, nessun commissario tecnico riuscì a far remare tutti dalla stessa parte, cioè verso il trionfo finale come gruppo unito. Infatti per introdurre al meglio i Blues, non c’è niente di più bello che narrare il cammino dei Galletti nella FIFA World Cup di venti anni fa. Con i favori del pronostico il Brasile del “Fenomeno” e company fu sicuramente la formazione che tutti temettero di affrontare. La compagine francese dopo aver superato un girone alquanto semplice e vinto gli ottavi, di misura, contro il Paraguay trovò davanti la strada per la finale l’Italia. Nessuna delle due squadre si impose sull’altra nei novanta minuti tant’è che giunsero inevitabilmente alla lotteria dei rigori. Per gli Azzurri di Cesare Maldini fatali gli errori di Di Biagio e Albertini. Dopo 12 anni la spedizione transalpina si qualificò alla semifinali dove sconfisse, non senza intoppi, la Croazia per 2-1. L’ultimo atto di questo Mondiale fu il 12 luglio allo “Stade de France” davanti ad 80000 spettatori. I Blues surclassarono per 3-0, senza concedere un attimo di respiro, la Seleçao, che scossa dal malore accusato da Ronaldo poche ore prima del fischio d’inizio, non scese mai in campo. Nella notte più importante della sua carriera Zizou risolse il match grazie a due marcature di testa, svettando più in alto di tutta la difesa verde oro. Meno rilevante il gol segnato in zona cesarini da Petit. Alle 22:25 la Francia divenne Campione del Mondo per la prima volta nelle sua storia dopo aver disputato una cavalcata eccellente.

Ecco i convocati:

Portieri

Hugo Lloris (Tottenham), Steve Mandanda (Olympique Marsiglia), Alphonse Areola (PSG)

Difensori

Djibril Sidibé (Monaco), Benjamin Pavard (Stoccarda), Samuel Umtiti (FC Barcellona), Raphaël Varane (Real Madrid), Presnel Kimpembe (PSG), Adil Rami (OM), Benjamin Mendy (ManCity), Lucas Hernandez (Atlético Madrid)

Centrocampisti

Paul Pogba (Man United), Corentin Tolisso (Bayern Monaco), Blaise Matuidi (Juventus), Ngolo Kanté (Chelsea), Steven Nzonzi (Siviglia)

Attaccanti

Antoine Griezmann (Atlético Madrid), Olivier Giroud (Chelsea), Kylian Mbappé (PSG), Ousmane Dembélé (FC Barcelona), Florian Thauvin (Olympique Marsiglia), Nabil Fekir (Lione), Thomas Lemar (Monaco)

Danimarca: E’ una delle favorite per il secondo posto nel girone insieme alla rivelazione Perù. La nazionale danese può vantare la vittoria dell’Europeo 1992, in finale contro la temibile Germania, e della seconda edizione della Confederations Cup del ’95. Fra i nomi che spiccano di più certamente ricordiamo i vari Hansen, Simonsen (Pallone d’oro 1977), lo straordinario portiere dei diavoli di Manchester, Peter Schmeichel, Jorgensen fino ad arrivare all’attuale trascinatore Eriksen centrocampista offensivo degli Spurs. In campo Mondiale la “Dinamite Danese”, così soprannominata per l’eccezionale dinamismo mostrato sul terreno di gioco, ha partecipato soltanto cinque volte, facendo il suo esordio nella manifestazione del 1986. Il miglior piazzamento è stato il quarto di finale nella Coppa del Mondo giocata in Francia (’98), la vittoria più larga 17-1 ai danni dei Galletti nei primi decenni del Novecento ed infine la debacle più dolorosa contro la Germania nazista perdendo otto reti a zero. Staremo a vedere cosa riuscirà a combinare la spedizione guidata dal CT Hareide, che schiererà un 4-3-3 offensivo con in difesa il promettente Christensen del Chelsea, come trequartista il talentuoso Eriksen e in attacco il tridente composto da Sisto, Jorgensen e Poulsen.

Ecco i convocati:

Portieri

Ronnow (Brondby), Lossl (Huddersfield), K. Schmeichel (Leicester City)

Difensori

Christensen (Chelsea), Dalsgaard (Brentford), Vestergaard (Borussia Moenchengladbach), Larsen(Udinese), Knudsen (Ipswich), Jorgensen (Huddersfield), Kjaer (Siviglia)

Centrocampisti

Eriksen (Tottenham), Schoene (Ajax), Lerager (Bordeaux), Krohn-Dehli (Deportivo La Coruna), Delaney (Werder Bremen), Kvist (FC Copenhagen)

Attaccanti

Cornelius (Atalanta), Dolberg (Ajax), Braithwaite (Bordeaux), Jorgensen (Feyenoord), Sisto (Celta Vigo), Fischer (FC Copenhagen), Poulsen (Lipsia)

Perù: Nata nel 1930 fece la sua prima apparizione internazionale durante il Mondiale 1930 uscendo al primo turno sconfitta dall’Uruguay 1-0 e dalla Romania 3-1. Fu una delle compagini Sudamericane più forte tra gli anni ’30/’80 e nonostante non avesse raccolto ottimi risultati venne considerata come la quarta potenza dopo Brasile, Argentina e Uruguay. Nella sua bacheca la Blanquirroja vanta due trionfi nella “Copa America”: uno nel 1939 battendo in finale la poderosa Celeste grazie ai gol di Alcalde e Bielich, mentre il secondo nel 1975 contro la Colombia. Questa squadra è stata la rivelazione delle qualificazioni mondiali del continente americano. Buttate fuori le più blasonate Cile e Paraguay dentro la piccola Nazionale di mister Gareca, che dovrà fare a meno del bomber storico Paolo Guerrero. Squalificato per 14 mesi a causa del consumo di sostanze stupefacenti. Al suo posto troviamo l’esterno offensivo della Lokomotiv Mosca Farfan, che in questa stagione ha segnato 14 reti e 7 assist, niente male. Molto probabilmente il Perù scenderà in campo presumibilmente con un 4-5-1.

Portieri

Gallese (Veracruz), Caceda (Veracruz), José Carvallo (UTC)

Difensori

A.Rodríguez (Junior), C.Ramos (Veracruz), Advincula (BUAP), Corzo (Universitario de Deportes), Trauco (Flamengo), M.Araujo (Alianza Lima), Loyola (Melgar), Santamaria (Puebla)

Centrocampisti

Yotun (Orlando City), Cueva (San Paolo), Tapia (Feyenoord), Flores (AaB), Aquino (BUAP), Peña (Granada), Cartagena (Veracruz)

Attaccanti

Hurtado (Vitoria de Guimaraes), Andy Polo (Portland Timbers), Farfan (Lokomotiv Mosca), André Carrillo (Watford), Raúl Ruidíaz (Morelia)

Australia: Con la vittoria della Coppa d’Asia del 2015, gli australiani sono i quarti ad aver vinto il titolo continentale di due confederazioni diverse (AFC e OFC) dopo le selezioni di Costa Rica, Messico e Haiti. E’ anche il quarto approdo consecutivo alla fase a gironi di una Coppa del Mondo. In passato arrivavano al Mondiale perché partecipanti ad una Federazione, quella Oceanica, in cui c’era soltanto la Nuova Zelanda oltre ai Socceroos. Nonostante il passaggio a quella Asiatica riescono a qualificarsi. Tra tutte le formazioni che ci saranno al torneo, l’Australia è l’unica a non aver avuto un cambio generazionale negli ultimi anni, tant’è che il giocatore cardine resta sempre Cahil, classe 79. L’unica nota positiva che avranno gli uomini di Marvwijk è che molti militano nei più importanti campionati europei. Spiccano i vari Ryan, Mooy, Rogic e Leckie. Un altro punto a favore sarà l’esperienza visti i numerosi player in età avanzata, ma peccheranno di freschezza visto il deficit di giovani promettenti. Chi potrebbe compiere il definitivo salto di qualità è proprio Rogic, il quale non aspetta altro che la chiamata di un top club.

Portieri

Brad Jones (Feyenoord), Mat Ryan (Brighton), Danny Vukovic (Genk).

Difensori

Aziz Behich (Bursaspor), Milos Degenek (Yokohama F. Marinos), Matthew Jurman (Suwon Samsung Blue Wings), James Meredith (Millwall), Josh Risdon (Western Sydney), Trent Sainsbury (Grasshopper).

Centrocampisti

Jackson Irvine (Hull City), Mile Jedinak (Aston Villa), Robbie Kruse (VfL Bochum), Massimo Luongo (QPR), Mark Milligan (Al-Ahli), Aaron Mooy (Huddersfield), Tom Rogic (Celtic), Tim Cahill(Millwall).

Attaccanti

Daniel Arzani (Melbourne City), Tomi Juric (Lucerna), Mathew Leckie (Hertha Berlin), Andrew Nabbout (Urawa Red Diamonds), Dimitri Petratos (Newcastle Jets), Jamie Maclaren (Hibernian)

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Guida ai Mondiali: Girone B

Girone B: Portogallo, Spagna, Marocco, Iran; Portogallo: Fondata nel 1914, la nazionale portoghese esordisce nel 1921, in quello che diventerà il “derby iberico” contro la Spagna. La prima vittoria arriva […]

Girone B: Portogallo, Spagna, Marocco, Iran;

Portogallo: Fondata nel 1914, la nazionale portoghese esordisce nel 1921, in quello che diventerà il “derby iberico” contro la Spagna. La prima vittoria arriva nel 1925 contro l’Italia con il risultato di uno a zero. In seguito, partendo dall’invito alle olimpiadi di Amsterdam del 1928 (esperienza conclusa ai quarti), la storia calcistica portoghese entra in una fase nera. Nel 1930 non furono invitati al primo Mondiale della storia, ed in seguito mancarono la qualificazione alle edizioni del 1934, 1938, 1950, 1954 e 1958. Tale periodo persiste anche dopo l’europeo del 1960 (concluso ai quarti), infatti i lusitani non accedono nemmeno al mondiale del ’62. Nel 1966 la squadra non solo si qualifica grazie alle prodezze di Eusebio, ma raggiunge un terzo posto che ad oggi è il miglior risultato mai ottenuto dalla selezione portoghese. Per rivedere il Portogallo al Mondiale si dovrà poi aspettare il 1986 dove non conseguì grandi risultati. Poi per il calcio portoghese si spense nuovamente la luce con una serie di mancate qualificazioni fino alla  manifestazione del 2002, dopo la quale non mancarono più  tale obiettivo. La storia recente invece ci parla di un Portogallo campione d’Europa in carica e che attualmente vanta la presenza in rosa di Cristiano Ronaldo. Dopo una cronologia sul calcio lusitano, ecco i convocati:

Portieri: Rui Patricio (Sporting), Beto (Göztepe), A.Lopes (Lione);

Difensori: Bruno Alves (Rangers), Pepe (Besiktas), José Fonte (Dalian Yifang), Cédric Soares (Southampton), R.Guerreiro (Borussia Dortmund), R. Pereira (Porto), Mário Rui (Napoli), Rúben Dias (Benfica);

Centrocampisti: João Moutinho (Monaco), William Carvalho (Sporting), João Mário (West Ham United), Bernardo Silva (Manchester City), Adrien Silva (Leicester City), Manuel Fernandes (Lokomotiv Mosca), Bruno Fernandes (Sporting);

Attaccanti: Cristiano Ronaldo (Real Madrid), Quaresma (Besiktas), André Silva (Milan), Gelson Martins (Sporting), Guedes (Valencia);

Ct: Fernando Santos

 

Spagna: Le “furie rosse” nascono nel 1920 ed esordiscono nei giochi di Anversa nel medesimo anno dove vinsero la medaglia d’argento dopo l’abbandono della Cecoslovacchia. Sicuramente la selezione Roja è la più esperta nel girone dal punto di vista mondiale sia per individui che per storia del collettivo. A differenza del Portogallo, la Spagna si è qualificata in tutte le edizioni di questa manifestazione tranne in quattro occasioni, 1930, 1938, 1954, 1970 e 1974. Nonostante ciò vanta “solamente” un titolo, quello del 2010. Di quest’ultima ci rimarrà per sempre in testa ciò che rappresentava quella nazionale, un vero e proprio martello, capace di annientare gli avversari dal 2008 inallenando tre successi, europeo 2008, mondiale 2010 ed europeo 2012. Nella competizione del vecchio continente, la Spagna ha conquistato anche un altro trofeo, oltre ai due precedentemente citati, nel 1964. In altri tornei internazionali non hanno portato a casa risultati positivi oltre ad un secondo posto alla confederetion cup del 2013 ed una medaglia d’argento alle olimpiadi del lontano 1920. Ritornando al presente passiamo ai convocati:

Portieri: David De Gea (Manchester United), Kepa Arrizabalaga (Athletic Bilbao), Pepe Reina (Napoli).

Difensori: Daniel Carvajal (Real Madrid), Alvaro Odriozola (Real Sociedad), Sergio Ramos (Real Madrid), Nacho Fernandez (Real Madrid), Gerard Piqué (Barcellona), Cesar Azpilicueta (Chelsea), Nacho Monreal (Arsenal), Jordi Alba (Barcellona).

Centrocampisti: Sergi Busquets (Barcellona), Andres Iniesta (Vissel Kobe), Jorge Koke (Atlético Madrid), Saúl Niguez (Atlético Madrid), Thiago Alcantara (Bayern), David Silva (Manchester City).

Attaccanti: Diego Costa (Atlético Madrid), Rodrigo (Valencia), Iago Aspas (Celta), Lucas Vázquez (Real Madrid), Francisco Isco Alarcon (Real Madrid), Marco Asensio (Real Madrid).

Ct: Julen Lopetegui

 

Marocco: La nazionale africana si presenta per la quinta volta al Mondiale. L’esordio in questa manifestazione risale al 1970, quando in Messico uscirono al primo turno. Altre partecipazioni si registrano nel 1986, 1994 e 1998. Nell’ 86 raggiunsero il miglior risultato di sempre, ovvero gli ottavi di finale, mentre nelle altre due si limitarono al primo turno. Nella manifestazione continentale il Marocco ha conquistato un solo successo nel 1976 e nel periodo recente ha perso in finale con la Tunisia nel 2004. Nella coppa araba invece ci fu un trionfo nel 2012 e nel Campionato delle Nazioni Africane ha trionfato nel 2018. I convocati per Russia 2018 sono:

Portieri: Monir El Kajoui (Numancia), Yassine Bounou (Girona), Ahmad Reda Tagnaouti (Ittihad Tanger);

Difensori: Mehdi Benatia (Juventus), Romain Saiss (Wolverhampton), Manuel da Costa (Basaksehir), Nabil Dirar (Fenerbahce), Achraf Hakimi (Real Madrid), Hamza Mendyl (Lille);

Centrocampisti: Boussoufa (Al Jazira), Karim El Ahmadi (Feyenoord), Youssef Ait Bennasser (Caen), Sofyan Amrabat (Feyenoord), Younes Belhanda (Galatasaray), Faycal Fajr (Getafe), Amine Harit (Schalke);

Attaccanti: Khalid Boutaib (Malatyaspor), Aziz Bouhaddouz (St.Pauli), Ayoub El Kaabi (Renaissance Berkane), Nordin Amrabat (Leganes), Mehdi Carcela (Standard Liege), Hakim Ziyach (Ajax), Youssef En Nesyri (Malaga).

Ct: Hervè Renard

 

Iran: La nazionale iraniana si presenta come cenerentola del girone, ma vuole cercare di rendere la vita difficile alle altre squadre. Storicamente però l’Iran non ha mai superato il primo turno dei Mondiali. Infatti nelle edizioni del 1978, 1998, 2006, 2014 dopo aver compiuto l’impresa della qualificazione hanno avuto problemi ad andare oltre. Nelle manifestazioni continentali ci sono tre coppe d’Asia vinte consecutivamente, nel 1968, 1972 e 1976 oltre ad aver ottenuto anche quattro terzi posti. I convocati per la spedizione mondiale sono:

Portieri: Beiranvand (Persepolis), Mazaheri (Zob Ahan), Abedzadeh (Maritimo);

Difensori: Hosseini (Esteghlal), Mohammadi (Akhmat Grozny), Khanzadeh (Padideh), Pouraliganji (Al Saad), Montazeri (Esteghlal), Rezaeian (Ostende), Roozbeh Cheshmi (Esteghlal);

Centrocampisti: Shojaei (AEK Atene), Ezatolahi (Amkar Perm), Ghoddos (Östersund), Dejagah (Nottingham Forest), Ebrahimi (Esteghlal), Torabi (Iran Saipa), Hajsafi (Olympiacos), Gholizadeh (Saipa), Amiri (Persepolis);

Attaccanti: Ansarifard (Olympiacos), Azmoun (Rubin Kazan), Ghoochannejhad (Heerenveen), Jahanbakhsh (AZ), Taremi (Al-Gharafa);

Ct: Carlos Queiroz

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Guida ai Mondiali: Girone A

Girone A: Russia, Arabia Saudita, Egitto, Uruguay; La Russia: La prima rappresentativa fu creata nel 1912, sotto il nome di Nazionale Imperiale ed esordì in campo europeo perdendo 2-1 contro la […]

Girone A: Russia, Arabia Saudita, Egitto, Uruguay;

La Russia: La prima rappresentativa fu creata nel 1912, sotto il nome di Nazionale Imperiale ed esordì in campo europeo perdendo 2-1 contro la Finlandia. Quella compagine non brillò molto tant’è che rimediò la peggior sconfitta della sua storia, venendo surclassata dalla Germania per ben sedici reti a zero. Con la fine della rivoluzione del 1917 la squadra cambiò carta d’identità chiamandosi Nazionale Sovietica. Essa ebbe molto più successo poiché vinse un Campionato Europeo (1960) e si piazzò per tre volte seconda, mentre in campo mondiale, sei anni dopo, ottenne un quarto posto. Con la caduta del muro di Berlino e la conseguente disgregazione dell’URSS, la Federazione russa modificò per la terza volta la propria denominazione diventando finalmente Nazionale Russa a tutti gli effetti. Da rilevare che nel quinquennio 1993/1997 l’armata rossa galleggiò tra le prime venti nel Ranking FIFA, raggiungendo nel ’96 il terzo posto grazie a prestazioni di alto livello. Con l’avvento del nuovo millennio, il meccanismo quasi perfetto che permise ai russi di essere in top 20 si ruppe e iniziò una crisi profonda. Nonostante il susseguirsi di commissari tecnici, non si trovò mai un giusto equilibrio e l’armata rossa, ad eccezione del 2002, in cui compì l’impresa raggiungere la fase ad eliminazione diretta, andò sgretolandosi. La svolta ci fu con l’avvento di mister Fabio Capello, nel 2014. Dopo aver stravinto il suo raggruppamento di qualificazione alla Coppa del Mondo, collezionando 7 trionfi, 2 pareggi e 1 sconfitta, la Russia, per demeriti suoi, non raggiunse gli ottavi di finale. Dopo aver riassunto brevemente la storia degli “Orsi” andiamo ad elencare i convocati:

Ecco i convocati della Russia:

Portieri: Akinfeev (CSKA), Vladimir Gabulov (Brugge), Andrei Lunyov (Zenit)

Difensori: Fernandes (CSKA), Granat (Rubin Kazan), Ignashevich (CSKA), Kudryashov (Rubin Kazan), Kutepov (Spartak), Semyonov (Akhmat Grozny), Smolnikov (Zenit).

CentrocampistiCheryshev (Villarreal), Dzagoev (CSKA), Gazinsky (Krasnodar), Golovin (CSKA), Kuzyaev (Zenit), Miranchuk (Lokomotiv), Samedov (Spartak), Yerokhin (Zenit), Zhirkov (Zenit), Zobnin (Spartak).

AttaccantiDzyuba (Arsenal Tula), Miranchuk (Lokomotiv), Smolov (Krasnodar)

CtStanislav Cherchesov

Egitto: Fondata nel 1920 in occasione delle Olimpiadi in Belgio, è la Nazionale africana più blasonata del continente. Con le sue sette Coppe d’Africa (’57, ’59, ’86, ’98, ’08, ’10) e i quindici piazzamenti tra i primi quattro posti, detengono due dei tanti record stabiliti nel corso della loro storia. Nonostante la fama e i successi in patria, ha partecipato soltanto 3 volte alla fase finale dei Mondiali, raggiungendo gli ottavi nella primissima edizione del 1934 per poi venire sconfitta dalla corazzata ungherese. Il giocatore che ha collezionato più gettoni con la maglia dei Faraoni è Ahmed Hassan (184 presenze), mentre il più prolifico è Hossam Hassan (69 reti). Continuando con qualche pillola statistica, l’Egitto ha ottenuto la miglior vittoria per 15-0 ai danni del Laos nel novembre del 1963, la peggior sconfitta invece l’ha rimediata con l’Italia nel 1928 venendo surclassato 11 reti a 3. Dopo 27 anni dall’ultima volta (1990) gli uomini di Cùper ottengono la tanto ambita qualificazione ai gironi della Coppa del Mondo. Tra i ventitré convocati spicca chiaramente il nome di Momo Salah. Dopo l’infortunio alla spalla nella finale di Champions League, ha voglia di prendersi la rivincita sul destino beffardo che gli ha tolto ciò che aveva guadagnato con lavoro ed abnegazione.

Ecco i convocati dell’Egitto:

Portieri

El-Hadary (Al Taawoun), Ekramy (Al Ahly), Awad (Ismaily), El-Shenawy (Al Ahly)

Difensori

Fathy (Al Ahly), Elmohamady (Aston Villa), Abdel-Shafy (Al Fateh), Hegazi (West Bromwich Albion), Gaber (Los Angeles FC), Gabr (West Bromwich Albion), Samir (Al Ahly), Ashraf (Al Ahly), Hamdy (Zamalek)

Centrocampisti

Elneny (Arsenal), Said (KuPS), Shikabala (Al Raed), Hassan (Kasimpasa), Sobhi (Stoke City), Hamed (Zamalek), Warda (Atromitos), Morsy (Wigan)

Attaccanti

Salah (Liverpool), Mohsen (Al Ahly), Mahmoud Kahraba (Zamalek)

Uruguay: Se parli della Celeste nelle menti di tutti i brasiliani, grandi e piccoli, è presente soltanto una parola: Maracanazo. Si perché nel lontano 1950, quando le favole calcistiche erano ancora in fase embrionale, una squadra composta da ragazzi umili e con la passione per questo sport vinse la sua seconda FIFA World Cup della storia, davanti a quasi 200.000 spettatori, di cui soltanto cento erano della Nazionale vincitrice. Per comprendere al meglio tutto ciò riavvolgiamo il nastro tornando indietro di venti anni, nel 1930 dove tutto ebbe inizio. Il primo Mondiale si giocò in Uruguay e fu vinto proprio dai padroni di casa che affrontarono in finale l’Argentina. La gara, oltre che per l’elevata posta in palio, fu sentitissima anche per la rivalità tra le due Nazioni, tant’è che l’arbitro, il belga Lagenus, pretese un’assicurazione in favore della famiglia ed una nave pronta a salpare per l’Europa entro un’ora dal fischio finale. Sugli spalti del “Centenario” gli animi erano infuocati. La Celeste andò in vantaggio subito dopo 12′ con Dorado, ma la reazione ospite non tardò ad arrivare. A metà della prima frazione gli argentini agguantarono prima il pareggio con Peucelle, poi con Stabile passarono sul 2-1. Lo stadio fu ammutolito. Nella ripresa però accadde l’inimmaginabile. Guidato dal suo goleador Andrade, l’Uruguay ribaltò totalmente le sorti dell’incontro rimontando grazie alle reti di Cea, Iriarte e Castro un’Argentina alla deriva. Alle 16:00 del 30 luglio 1930 la squadra di mister Supplici è campione del Mondo per la prima volta davanti ai 93.000 supporter di casa. Gli anni successivi però furono sterili di successi. Per cause varie molti giocatori si ritirano e la squadra fu nettamente rivoluzionata. Si arrivò così nel 1950, alla quarte edizione del Mondiale. Nel marasma generale di chi chiese un rinvio a causa delle ferite ancora non rimarginate post Seconda Guerra Mondiale e di un’Italia bi campione scossa dalla tragedia del Grande Torino, la FIFA decise ugualmente di far disputare la competizione. Gli uruguayani contro i favori del pronostico arrivarono in finale trovandosi davanti la compagine più forte del torneo, il Brasile. Addirittura il Presidente del distretto federale, Angelo Mendes de Morais, disse: “Voi brasiliani avete già vinto la Coppa del Mondo.”  Forse proprio questa enorme pressione sulle spalle dei giocatori fece perdere la partita. Infatti dopo un primo tempo terminato a reti bianche, la Seleçao sbloccò il risultato grazie alla rete di Friaça al 47′. Il Maracana è una bolgia, si avvertì una scossa di terremoto in tutta la provincia. Ma la Celeste di Fontana non si lasciò intimorire e al 66′ portò il tabellino sul 1-1 con la marcatura di Schiaffino. Ai brasiliani bastava anche un pareggio, ma al minuto 79′ successe qualcosa di straordinario. Ghiggia approfittò di un errore dell’estremo difensore portando il risultato sul 2-1 per l’Uruguay. Il 16 luglio 1950, contro tutti e tutto gli uruguayani alzarono per la seconda volta la Coppa del Mondo firmando così la tragedia del Maracanazo. non c’è modo migliore che introdurre così una Nazionale che nei lontani anni ’30 e ’50 riscrisse la storia del calcio.

Ecco i convocati dell’Uruguay:

PortieriMuslera (Galatasaray), Silva (Vasco da Gama), Campana (Independiente)

Difensori: Godin (Atletico Madrid), Coates (Sporting Lisbona), Gimenez (Atletico Madrid), Pereira (Porto), Gaston Silva (Independiente), Caceres (Lazio), Varela (Penarol)

Centrocampisti: Nandez (Boca Juniors), Torreira (Sampdoria), Vecino (Inter), Bentancur (Juventus), Sanchez (Monterrey), De Arrascaeta (Cruzeiro), Laxalt (Genoa), Rodriguez (Penarol), Urretaviscaya (Monterrey)

AttaccantiStuani (Girona), M.Gómez (Celta Vigo), Cavani (PSG), L.Suarez (Barcellona)

Arabia Saudita: E’ la cenerentola del girone A di questo Mondiale. Nonostante sia una delle formazioni più importanti del panorama asiatico con le sue 3 Coppe d’Asia (1984, 1988, 1996) è la meno indicata al passaggio del turno. Ma come ci ha insegnato il passato nulla è impossibile. Nasce grazie alla fusione dei migliori giocatori di Al-Wahda e Al Alhi. L’esordio assoluto nella Coppa del Mondo è datato 1990. Nel Mondiale successivo (1994) gli arabi coronano il sogno di agguantare gli ottavi di finale, ma uscirono contro la Svezia perdendo 3-1. Infatti negli anni novanta ci fu l’epoca d’oro dei Figli del Deserto. Tra partecipazioni ai vari giochi Olimpici e alle competizioni asiatiche, scalò la classifica del Ranking FIFA fino al 56° posto, che mantiene tutt’ora. Concentrandoci sulle statistiche troviamo che il record di presenze è di Al-Deayea (178), di gol appartiene Abdullah (71), il miglior risultato in una singola partita è 15-0 ai danni del Timor Est (2015) e il peggiore risale alla gara contro la Rep. Arabia Unita persa 13-1 (1961)

Portieri: Al-Qarni (Al-Ittihad), Al-Owais (Al-Ahli), Al-Mosailem (Al-Ahly), Al-Mayuf (Al-Hilal)

Difensori: Al-Harbi (Al-Ahli), Al-Shahrani (Al-Hilal), Al-Breik (Al-Hilal), Al-Mowalad (Al-Ahli), Hawsawi (Al-Ahli), Hawsawi (Al-Hilal), Hawsawi (Al-Nassr), Jahfali (Al-Hilal), Al-Bulaihi (Al-Fateh)

Centrocampisti: Al-Khaibari (Al-Shabab), Al-Khaibri (Al-Hilal), Otayf (Al-Hilal), Al-Jassim (Al-Ahli), Al-Mogahwi (Al-Ahli), Al-Faraj (Al-Hilal), Al-Abed (Al-Hilal), Kanno (Al-Hilal), Bahebri (Al-Shabab), Al-Kwikbi (Al-Ettifaq), Al-Dawsari (Al-Hilal), Al-Shehri (Leganés)

Attaccanti: Al-Muwallad (Levante), Al-Sahlawi (Al-Nassr), Assiri (Al-Ahli)

 

 

 

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Squadre B, istruzioni per l’uso

Nella giornata di ieri è stata ufficializzata una riforma rivoluzionaria per il calcio italiano: dalla prossima stagione verranno introdotte in Serie C le squadre B, che andranno a rimpiazzare le […]

Squadre BNella giornata di ieri è stata ufficializzata una riforma rivoluzionaria per il calcio italiano: dalla prossima stagione verranno introdotte in Serie C le squadre B, che andranno a rimpiazzare le compagini fallite in modo da riportare il numero di squadre partecipanti al campionato di terza serie a 60. Le squadre B, che saranno composte da almeno 19 giocatori nati dal 1/1/1996 su una rosa di 23 elementi, potranno essere promosse e retrocesse, ma con delle limitazioni: non potranno militare nello stesso campionato della prima squadra e non potranno iscriversi a campionati dilettantistici (in caso di retrocessione in D dovranno chiedere il ripescaggio in C ma saranno subordinate alle nuove seconde squadre che chiederanno l’iscrizione nella ex Lega Pro).

I pareri sulla riforma sono divergenti: molti spingevano da anni per la sua attuazione, ma in seguito alla sua ufficializzazione vi sono state molte opposizioni. Fra queste ultime spicca quella della Lega Serie B, che ha addirittura minacciato di bloccare il campionato in quanto ritiene dannosa questa rivoluzione. L’opinione pubblica si è dunque spaccata in due. Andiamo pertanto a valutare i possibili effetti dell’introduzione delle squadre B.

In primo luogo occorre analizzare il contesto relativo alla Serie C. Dall’unificazione delle ex Prima Divisione e Seconda Divisione in poi il livello del campionato di terza serie sembra essersi gradualmente abbassato. I club di bassa classifica stanno allestendo rose sempre meno competitive. In questa stagione, inoltre, a causa del mancato raggiungimento del numero prestabilito di partecipanti (60), i play-out sono stati drasticamente ridotti: basti pensare che le squadre che hanno concluso il loro girone al sedicesimo posto (su 19) si sono salvate direttamente. Nei gironi A e C le ultime in classifica, rispettivamente, hanno accumulato oltre 8 punti di distacco dalla quartultimo posto e pertanto sono retrocesse direttamente in Serie D. Discorso a parte nel girone B per il Modena, che è fallito a stagioni in corso. Questa situazione ci porta ad una riflessione. Mentre nelle scorse stagioni l’introduzione di squadre B, imbottite di giovani, avrebbe potuto livellare molto verso il basso il campionato, in questo momento questo effetto negativo relativo al grado di competitività potrebbe non manifestarsi. Alcune seconde squadre, infatti, probabilmente quest’anno si sarebbero salvate senza grossi patemi ed un paio avrebbero anche potuto fare un pensierino ai play-off.

Altro problema della Serie C, come accennato in precedenza col caso Modena, è quello dei fallimenti. Al contrario di quanto si tende a pensare questa grana coinvolge più le società blasonate che le piccole. Ad avere ingenti problemi societari in questa stagione sono state principalmente il Modena, che è stato addirittura escluso dal campionato, il Vicenza e l’Arezzo. Perché alcuni club che nella storia recente hanno spesso militato in Serie B si trovano con l’acqua alla gola? In primis perché vi è una forte disparità fra B e C in termini di diritti TV e ciò va a penalizzare le neoretrocesse. Inoltre, va ricordato che vengono promosse dalla C alla B solo 4 squadre su un totale di 60 (quest’anno di 57, includendo anche il Modena): ciò vuol dire che fare il passo più lungo della gamba è molto rischioso, in quanto ottenere la promozione è una vera e propria impresa e quindi spendere ripetutamente negli anni ingenti somme per conquistare la Serie B può far portare le società a situazioni economiche difficili. Per mantenere invariato il numero di 60 squadre si ricorre ai ripescaggi, ma molte domande vengono rigettate, in quanto spesso le società di Serie D non sono in grado di presentare garanzie adeguate, sia a livello economico sia infrastrutturale. Garanzie che possono invece fornire le squadre B, che fanno capo a società con una disponibilità economica ampiamente maggiore. Le seconde squadre andranno dunque a rimpinguare di volta in volta il numero di club di Serie C riportandolo a 60 e faranno sì che in terza serie vi siano meno fallimenti.

Un punto molto controverso è quello relativo alla formazione dei giovani. I sostenitori del modello spagnolo e di quello tedesco ritengono che l’introduzione delle squadre B sia il modo migliore per far maturare un giovane. Altri, invece, ritengono che non vi sia un impatto positivo significativo e che l’ammissione delle seconde squadre in C potrebbe essere addirittura deleterio. Quali potrebbero essere gli impatti positivi delle squadre B sulla formazione dei giovani? In primo luogo la riforma permette ai calciatori giovani di farsi le ossa affrontando non solo pari età ma anche calciatori esperti, anche con trascorsi in categorie superiore, da cui potranno trarre importanti insegnamenti. Inoltre gli under saranno temprati maggiormente anche a livello caratteriale: un conto è giocare nel campionato Primavera davanti a un pubblico scarno, un altro è ritrovarsi talvolta a giocare in campi caldi con 15.000-20.000 spettatori. Lo scambio di giocatori fra prima e seconda squadra potrebbe inoltre essere maggiore rispetto a quello fra casa madre e Primavera, in quanto i giovani più in gamba potrebbero essere ritenuti pronti per la A prima rispetto a quanto accadeva prima. Vi sono effetti positivi anche per le squadre “classiche” della Serie C, che riceveranno maggiore attenzione mediatica: basti pensare a neopromosse che l’anno prossimo disputeranno per la prima volta un campionato professionistico, come l’Albissola, che avrà improvvisamente la possibilità di confrontarsi contro i giovani delle principali big italiane. I migliori giovani dei club “tradizionali”, inoltre, giocando contro le seconde squadre saranno notati maggiormente dalle società di Serie A e ciò potrebbe aiutare i calciatori interessanti di Serie C ad emergere con più facilità e rapidità. Va ricordato che spesso le società “classiche” hanno molti giocatori in prestito da compagini di A e B: con l’introduzione delle squadre B vi saranno quindi meno calciatori cedibili in prestito e ciò porterà le società “tradizionali” a costruirsi in casa i propri talenti. L’unica perplessità per quanto riguarda il dibattito sulla formazione dei giovani è l’età massima richiesta per le squadre B. Come detto in precedenza, almeno 19 elementi su 23 di queste società satellite dovranno essere nati dal 1/1/1996 in poi. Questa regola sembra poco limitativa: 4 fuoriquota sembrano troppi e inoltre probabilmente sarebbe stato più ragionevole creare squadre under 21 (dal 1/1/1998 in poi) invece che under 23.

Ricapitolando, le squadre B sembrano essere state introdotte proprio nel momento più propizio e potrebbero avere molti effetti positivi, la cui entità è però incerta. Tuttavia questa riforma non può essere considerata la panacea di tutti i mali e bisognerà monitorare attentamente le controindicazioni che potrebbero sorgere. Il giudice supremo, come sempre, sarà il campo.

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Una vittoria che aumenta alle stelle i rimpianti

Premesso che la Roma abbia fatto un capolavoro, riportando il calcio italiano in semifinale e superando un girone durissimo imponendo il proprio calcio e sfoderando prestazioni epiche. Ha provato a […]

Italy Soccer Serie APremesso che la Roma abbia fatto un capolavoro, riportando il calcio italiano in semifinale e superando un girone durissimo imponendo il proprio calcio e sfoderando prestazioni epiche.

Ha provato a riscrivere anche questa sera la storia, sfiorando l’impresa e non riuscendoci per un soffio, frenata da episodi, chiari e lampanti che inducono il sistema Uefa a riflessioni serie sull’introduzione della Var dalla prossima stagione in campo europeo. Ma i rimpianti dopo la gara dell’Olimpico aumentano alle stelle, per una Roma che a nostro avviso non era inferiore al Liverpool, rimpianti che aumentano per un’approccio folle nella gara d’andata che è costato la qualificazione.

Di Francesco alla prima esperienza in campo europeo è stato croce e delizia, ma ad Anfield ha fallito nel momento più importante. Bicchiere senza dubbio mezzo pieno nel complesso, con rimpianti enormi per una storia che poteva essere riscritta…

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Milan, tre motivi per non poter mettere in discussione il lavoro di Mirabelli

Il rush finale per offrire maggiori certezze sul futuro e un trofeo da poter conquistare e dare un definitivo schiaffo alle critiche, cattive e ingiustificate piovute sul lavoro di Rino […]

Massimo MirabelliIl rush finale per offrire maggiori certezze sul futuro e un trofeo da poter conquistare e dare un definitivo schiaffo alle critiche, cattive e ingiustificate piovute sul lavoro di Rino Gattuso e sull’operato del direttore sportivo Mirabelli. Vi spieghiamo dal nostro punto di vista, tre motivi validi per cui non può essere messo assolutamente in discussione l’operato dell’ex Inter:

1) L’aver costruito un’ossatura di squadra forte e di qualità con un mix giusto tra certezze e giovani talenti pronti ad esplodere, un mix che ha reso nel migliore dei modi grazie al lavoro certosino di Rino Gattuso. Dalle certezze e gli uomini copertina Bonucci e Biglia, fino a Conti, che solamente per sfortuna non ha potuto dimostrare tutto il suo valore, fino a Rodriguez, non spesso impeccabile ma di assoluto valore, da Kessiè, generosità e cuore con ampi margini di miglioramento, e Calahnoglu che da oggetto misterioso, si è trasformato in freccia utile nell’arco di Gattuso, e Andrè Silva, l’unico, vero enigma del mercato rossonero, il suo valore non si discute ma ha ancora la possibilità di esplodere, per concludere con l’errore a nostro avviso. Parlare con il senno del poi è sempre più semplice, ma Kalinic non ha aggiunto nulla all’attacco rossonero, ma riavvolgendo il nastro e tornando ad un’estate fa, tutti ricordiamo l’attaccante che trascinava la Fiorentina.

2) Perchè un nuovo ciclo possa essere vincente serve tempo, l’esempio lampante è la Juventus, affari che poi si sono rivelati bidoni nei primi anni di gestione Andrea Agnelli, Felipe Melo, Milos Krasic, Jorge Martienz, Eljero Elia e altri, ma la Juventus col tempo è diventata un modello di gestione in campo e fuori, con vittorie meritate sul campo, il Milan potrà tornarlo ad essere, ma non poteva accadere nell’immediato.

3) Dalla prossima stagione si vedrà il vero Mirabelli, il risultato delle attente analisi di un’anno intero di lavoro e di missioni in giro per il mondo, alla caccia di futuri crack, di affari a parametri zero e di cessioni che possano essere convenienti per non intaccare il nucleo di squadra costruito. Serve pazienza, non si può però prescindere dalla conferma di Mirabelli da direttore sportivo e Gattuso allenatore, per dare una linea di continuità e un senso al duro lavoro di anni e anni…

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Chi lo prende fa sempre un’affare: Davide Ballardini e quei risultati che difficilmente gli danno torto

La specialità della casa è entrare in corsa e tirar fuori il meglio dai suoi calciatori, Davide Ballardini dimostra ancora di essere uno dei tecnici italiani in grado di portare […]

Genoa CFC v Bologna FC - Serie ALa specialità della casa è entrare in corsa e tirar fuori il meglio dai suoi calciatori, Davide Ballardini dimostra ancora di essere uno dei tecnici italiani in grado di portare in porto un barca presa in un mare tempestoso. Un allenatore di sicura resa, che parla poco ma lavora tanto. Ha ribaltato il Genoa dopo un’inizio difficile ottenendo trentacinque punti dal suo arrivo, numeri da zona Europa, eppure non è affatto sicuro della riconferma sulla panchina del Grifone.

Da Cagliari, Genoa, Lazio, Bologna, i risultati difficilmente gli hanno dato torto ma molto spesso ragione. Il Belpaese è la patria per eccellenza dei migliori tecnici al mondo, e Ballardini tatticamente e mentalmente non ha assolutamente nulla da invidiare a tanti tecnici che molto spesso vengono celebrati, solo per qualche battuta in più, e non attaccati per tanti punti in meno. Chi lo prenderà farà sicuramente un’affare, complimenti vivissimi a Davide Ballardini…

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Milan, un rinnovo strameritato per Gattuso con un chiaro monito per il mercato estivo

Sfiderei chiunque a discutere la scelta del Milan di puntare ancora su Rino Gattuso per il futuro, è una scelta indiscutibile appunto, sacrosanta, meritata per quanto fatto e sta facendo […]

Milan, societàSfiderei chiunque a discutere la scelta del Milan di puntare ancora su Rino Gattuso per il futuro, è una scelta indiscutibile appunto, sacrosanta, meritata per quanto fatto e sta facendo Gattuso con il suo staff. Il Milan non era una squadra, sulle gambe, sfiduciata, senza un senso tattico logico, in pochi passaggi chiave, Gattuso ha ridato un’identità tattica chiara ai rossoneri, un’attaccamento ai colori mai visto prima negli ultimi anni, una nuova preparazione fisica in poche settimane, rivalutando una campagna acquisti bocciata troppo presto. Calhanoglu restituito a pieno regime alla platea, disciplinato tatticamente senza rinunciare ai suoi colpi, la gestione di Andrè Silva, la definitiva esplosione di Cutrone, la ripresa di Biglia, e il ricompattamento pressochè perfetto del duo difensivo Bonucci-Romagnoli. Gattuso, il rinnovo lo ha meritato sul campo, forse per una volta ha davvero vinto la meritocrazia.

Il prolungamento del rapporto col tecnico calabrese offre anche un chiaro monito per il mercato estivo, non sarà il Milan pigliatutto, ma un Milan attento alle occasioni che offrirà il mercato, che ascolterà le proposte che arriveranno per i propri gioielli, un Milan meno esplosivo, un Milan calcolatore e rigeneratore. Il condottiero Rino non vuole fermarsi, il rinnovo non è punto d’arrivo, ma solo un punto di partenza…

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A.A.A Terra chiama Suning: l’Inter merita un segnale tangibile

Né carne, ne pesce, il progetto Inter non ha ancora preso una direzione definitiva e continua a vivacchiare in campionato nonostante i grandi proclami. Abbiamo sempre creduto a chi sosteneva […]

SuningNé carne, ne pesce, il progetto Inter non ha ancora preso una direzione definitiva e continua a vivacchiare in campionato nonostante i grandi proclami. Abbiamo sempre creduto a chi sosteneva la potenzialità economica indiscutibile del gruppo Suning, a chi sosteneva che la passata gestione e il Fairplay Finanziario frenava gli investimenti, ma il tempo sta rivelando che il gruppo cinese ha altre idee per l’Inter. Un’azienda in grado di auto finanziarsi, ma per auto finanziarsi un’azienda deve essere in grado di farlo, avendo già un modello, fatto di scelte e investimenti che giustifichi il tutto.

Gli alibi dei presunti blocchi agli investimenti del governo cinese e del già citato Fairplay Finanziario non reggono più, l’occasione gettata al vento con un’operazione Pastore già apparecchiata ma non portata al termine. Anticipare la concorrenza su obiettivi importanti, da De Vrij a Lautaro Martinez, l’opera non è ancora completa, l’addio di Walter Sabatini, le continue lamentele di Spalletti, sono segnali discordanti con l’entusiasmo dei tifosi nerazzurri che attendono e meritano un segnale, A.A.A Terra chiama Suning, non è più tempo per non decidere…

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Argentina-Italia, amichevole ricca di sfumature

Questa sera all’Etihad Stadium si svolgerà il tanto atteso match fra albicelesti e azzurri. L’attesa è frutto di curiosità da entrambi i lati; l’Italia dopo l’umiliazione deve ripartire, almeno con […]

logo italia

Questa sera all’Etihad Stadium si svolgerà il tanto atteso match fra albicelesti e azzurri. L’attesa è frutto di curiosità da entrambi i lati; l’Italia dopo l’umiliazione deve ripartire, almeno con una grande prestazione, mentre nell’Argentina ci sono diversi giocatori che faranno il massimo per ottenere la famigerata convocazione di Sampaoli.

 

Appartenendo a due continenti differenti, le due squadre si sono incontrate di rado, solo sette volte a partire dal 1974. Cinque l’incontri disputati in un mondiale e due amichevoli. Quest’ultime si sono svolte nel 2013 e nel 2001, con lo stesso risultato finale, 2-1 per l’Argentina.  Nella più recente il CT era Cesare Prandelli, gli azzurri subirono i gol di Higuain e Banega per poi accorciare con Lorenzo Insigne. Dodici anni prima, con Giovanni Trapattoni in panchina, l’Italia passò in vantaggio con Fiore per poi subire i gol di Kily Gonzales e Crespo.

 

Nelle partite mondiali, ancora amara è la sconfitta ai rigori del 1990 al San Paolo. Uno stadio diviso fra tricolore e Maradona, assiste al gol di Schillaci e la spaventata uscita di Zenga , e soprattutto ai rigori maledetti che ci porteranno a competere solo per il terzo posto. Nel 1986 tutto si conclude con un 1-1 con le marcature di Altobelli su rigore ed il solito Pibe de Oro che ci blocca sul pareggio. Terminiamo il nostro viaggio nel passato con uno scontro fra le due nazionali che ci sorride. Il 2-1 maturato a Barcellona, è uno dei tanti ostacoli superati dai nostri eroi del mondiale del 1982. Quel 29 giugno fondamentali furono i gol di Tardelli e Cabrini per guadagnare i primi tre punti della seconda fase a girone, nel raggruppamento comprendente anche il Brasile.

 

Dopo il salto temporale torniamo ad oggi. ‘Una sconfitta per l’Italia cosa può rappresentare?’ Beh, difficile rispondere a questa domanda con spavalda sicurezza. D’altronde fra le varie ipotesi non tutte sono negative, constatiamo che a pochi giorni ci sarà la sfida di Wembely contro l’Inghilterra. Italia battuta significherebbe anche ulteriori esperimenti, ma porgiamoci anche verso il lato negativo della situazione, non si può perdere. Non possiamo permetterci passi falsi perchè il ranking piange. Il quattordicesimo posto non ci basta, e pensando già ai mondiali di Qatar 2022, rimanendo così rischiamo nuovamente un avversario forte come la Spagna di quest’anno.

Non ci resta altro che sederci sul divano, accendere il televisore,cantare l’inno e tifare per i nostri; che dal basso in cui tale movimento è caduto possa formarsi un ciclo unito, compatto e con un folto calore dei tifosi

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Rilanciare il Torneo di Viareggio

Per decenni il Torneo di Viareggio è stato visto come una delle competizioni più importanti a livello giovanile. Negli ultimissimi anni, però, la rilevanza di questa coppa sta calando, soprattutto […]

Torneo di ViareggioPer decenni il Torneo di Viareggio è stato visto come una delle competizioni più importanti a livello giovanile. Negli ultimissimi anni, però, la rilevanza di questa coppa sta calando, soprattutto in ambito internazionale. Sono due a nostro avviso i motivi principali: l’introduzione della UEFA Youth League, che si è affermata come torneo più in voga nel calcio giovanile, e l’eccessivo allargamento delle squadre partecipanti. Andiamo ad esaminare il format attuale e i possibili correttivi per rendere più appetibile il Torneo di Viareggio.

Torneo di Viareggio 2018

Ecco i gironi del Torneo di Viareggio 2018. Le squadre, salvo diversa indicazione, sono da intendersi Under 19.

Gruppo A:
Girone 1: Empoli, Livorno, Nacional 1950, Rappresentativa Serie D
Girone 2: Abuja, Club Bruges, Sassuolo, Spezia
Girone 3: APIA Leichhardt, Inter, Nania, Parma
Girone 4: Partizan Belgrado, Pisa, Sampdoria, Venezia
Girone 5: Cina, Paganese (ripescata al posto del Garden City), Perugia, Torino

Gruppo B:
Girone 6: Benevento, Euro New York, Juventus, Rijeka
Girone 7: Bologna, Cagliari, Deportes Quindio, RFS Riga
Girone 8: Comision de Activitades Infantiles, Milan, Pro Vercelli, UYSS New York
Girone 9: Ascoli, Fiorentina, PAS Giannina, Pontedera
Girone 10: AZ Alkmaar, Genoa, Lucchese, SPAL.

Passano agli ottavi di finale le prime di ogni girone, le 3 migliori seconde del gruppo A e le 3 migliori seconde del gruppo B.

I possibili miglioramenti

Per garantire una maggiore copertura televisiva e aumentare la diffusione dell’evento bisognerebbe lavorare su due fattori:

Numero di squadre partecipanti - Dalla scorsa edizione il numero di squadre partecipanti è stato portato a 40. Un numero eccessivo: sarebbe meglio avere meno squadre ma di maggiore qualità. Un ritorno al format con 32 club sarebbe auspicabile.

Revisione dei criteri di selezione - Bisognerebbe fissare dei criteri di selezione oggettivi, basati sulle classifiche dei relativi campionati. Si potrebbe pensare a 24 squadre italiane e 8 straniere di qualità. Si potrebbe scegliere un certo termine e fotografare le varie graduatorie a quella determinata data. Per quanto riguarda i team italiani, guardando la classifica ad oggi, si potrebbero selezionare:

- le prime 10 del Campionato Primavera 1
- le prime 3 di ogni girone del Campionato Primavera 2 (totale: 6 squadre)
- le prime in classifica di ogni girone del Campionato Berretti, escluse le società di Serie A partecipanti a tale competizione (totale: 6 squadre)
- Rappresentativa Serie D
- Italia Under 17.

In questo modo si garantirebbe la partecipazione delle squadre che si sono messe più in luce e allo stesso modo si darebbe la giusta vetrina alle piccole squadre. Far partecipare l’Italia Under 17 potrebbe essere importante per far confrontare i giovani italiani con calciatori più grandi, da cui potrebbero imparare molto. Complice la riforma dei campionati avvenuta quest’anno, dall’anno prossimo per la selezione delle squadre non sarà necessario più un momento intermedio ma si potrà andare a guardare la classifica dell’ultimo campionato, cosa che per questa edizione del Torneo di Viareggio, visto che la divisione fra Campionato Primavera 1 e 2 è alla sua prima stagione, non è stata possibile.

Per quanto riguarda le squadre straniere bisognerebbe puntare a compagini di livello. Partite come APIA Leichhardt-Nania o Deportes Quindio-RFS Riga difficilmente possono essere vendute a importanti emittenti televisive, in quanto lo share sarebbe prossimo allo 0. Resta tuttavia il fatto che per garantire una maggiore diffusione del torneo la partecipazione di squadre di alcune particolari nazioni si rivela strategica. In questo senso suscita interesse la partecipazione in questa edizione della Cina: sono da valutare i risultati di questa operazione, che potrebbe essere ben riuscita. Accanto alla Cina a livello di nazionale potrebbero essere invitati anche gli USA, in quanto i singoli club sono soliti prendere sonore batoste nella competizione. A queste due squadre potrebbe poi aggiungersi una Rappresentativa Africa e una Rappresentativa Oceania, in modo da convogliare i migliori giovani dei due continenti. Completerebbero il quadro il club vincitore della Copa Libertadores giovanile e le vincitrici delle ultime edizioni dei campionati giovanili di Inghilterra, Spagna e Germania. Il risultato ad oggi sarebbe questo.

- Primavera 1 (10 club): Inter, Roma, Atalanta, Fiorentina, Genoa, Juventus, Chievo, Milan, Torino, Napoli
- Primavera 2 (6 club – 3 per girone): Novara, Cesena, Empoli, Cagliari, Palermo, Ascoli
- Berretti (6 club – uno per girone): Renate, FeralpiSalò, Livorno, Reggiana, Paganese, Catania
- Rappresentativa Serie D
- Italia Under 17
- Cina
- USA
- Rappresentativa Africa
- Rappresentativa Oceania
- Nacional (vincitrice ultima Libertadores giovanile)
- Chelsea (vincitore della Premier League Under 18)
- Real Madrid (vincitore della scorsa Juvenil de Honor U19)
- Borussia Dortmund (vincitore della scorsa Bundesliga U19).

Per eventuali ripescaggi si dovrebbe andare a guardare, con gli stessi criteri, nella lega della squadra che ha rinunciato.: se ad esempio il Real Madrid dovesse rinunciare al Torneo di Viareggio verrebbe ripescato il Malaga. Le squadre che rinunciano alla partecipazione dovrebbero essere estromesse dal torneo per un certo periodo di tempo (es. 5 anni): seguendo questo criterio, il Palermo, che ha rinunciato l’anno scorso, sarebbe fuori e al suo posto, nel nostro ipotetico format del  Torneo di Viareggio, ci sarebbe il Crotone.

La partecipazione di squadre straniere blasonate garantirebbe una maggiore diffusione internazionale (non solo nei Paesi di provenienza, ma anche in altre nazioni, visto il grande numero di tifosi che hanno questi club), accrescerebbe il tasso tecnico e la competizione. Team come la vincitrice di Premier U18, Liga U19 e Bundesliga U19 sarebbero incentivate a partecipare per almeno tre motivi:
- Potrebbe essere una valida opportunità di scouting
- Avrebbero la possibilità di confrontarsi con le campioni uscenti di altre nazioni
- Qualora il club sia stato eliminato dalla Youth League, potrebbe essere una ghiotta chance per portare a casa un trofeo internazionale.

 

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L’Italia che verrà…

Dopo la debacle nel novembre 2017, l’Italia ha affidato il ruolo di ct traghettatore a Luigi Di Biagio. Sabato il nuovo selezionatore azzurro è stato avvistato  in Genoa-Torino e domenica […]

Luigi Di BiagioDopo la debacle nel novembre 2017, l’Italia ha affidato il ruolo di ct traghettatore a Luigi Di Biagio. Sabato il nuovo selezionatore azzurro è stato avvistato  in Genoa-Torino e domenica sia nel derby di Torino sia in occasione del match conclusivo di giornata Milan-Samp. La domanda su chi saranno i convocati, per le amichevoli contro Argentina e Inghilterra, a Manchester e a Londra, sorge dunque spontanea. Dal punto di vista temporale, a breve avremo delle indicazioni grazie allo stage dal 26 al 28 febbraio le cui convocazioni saranno rese pubbliche da venerdì 23 febbraio. Difficilmente ci saranno dei big nella lista, ma potremmo imbatterci in giovani di prospettiva arruolabili già da Marzo. Spingiamoci nel dettaglio ed analizziamo alcune convocazioni.

U21 EURO2017

Portieri:  Alessio Cragno, Gianluigi Donnarumma, Simone Scuffet;

Difensori:  Antonio Barreca, Davide Biraschi, Davide Calabria, Mattia Caldara, Andrea Conti, Alex Ferrari, Nicola Murru, Daniele Rugani;

Centrocampisti:  Marco Benassi, Danilo Cataldi, Roberto Gagliardini, Alberto Grassi, Manuel Locatelli, Lorenzo Pellegrini;

Attaccanti:  Domenico Berardi, Federico Bernardeschi, Alberto Cerri, Federico Chiesa, Luca Garritano, Andrea Petagna

 

Ultime convocazioni U21 di Di Biagio

Portieri: Emil Audero, Mattia Del Favero, Simone Scuffet.

Difensori: Claud Adjapong, Davide Calabria, Elio Capradossi, Lorenzo Dickmann, Gianluca Mancini, Giuseppe Pezzella, Filippo Romagna, Marco Varnier.

Centrocampisti: Nicolò Barella, Federico Chiesa, Fabio Depaoli, Manuel Locatelli, Rolando Mandragora, Alessandro Murgia.

Attaccanti: Patrick Cutrone, Andrea Favilli, Riccardo Orsolini, Vittorio Parigini, Daniele Verde, Luca Vido.

 

Convocazioni Italia-Svezia

Portieri:  Buffon,  Donnarumma,  Perin;

Difensori:  Astori,  Barzagli,  Bonucci,  Chiellini,  Darmian,  Rugani,  Zappacosta, Spinazzola, D’Ambrosio;

Centrocampisti: De Rossi,  Jorginho,  Gagliardini,  Parolo,  Florenzi,  Bernardeschi,  Candreva, Verratti;

Attaccanti:  Belotti,  Eder,  El Shaarawy,  Gabbiadini,  Immobile, InsigneZaza

 

Il punto interrogativo riguarda i veterani del blocco Juve e De Rossi. Le dichiarazioni post Svezia ci inducevano a pensare al loro abbandono alla nazionale, ma nei scorsi mesi Buffon e Chiellini sembrano essersi avvicinati sempre più al nuovo progetto. Da questa lunga serie di nominativi usciranno i convocati per la spedizione inglese. I favoriti sono:

Portieri:  Donnarumma, Meret, Perin;  (incognita Buffon)

Difensori: Astori, Barreca, Bonucci, Caldara, Chiellini, D’Ambrosio, Darmian, De Sciglio, Emerson, Romagnoli, Rugani, Spinazzola, Zappacosta;

Centrocampisti: Barella, Bernardeschi, Bonaventura, Chiesa, Florenzi, Jorginho, Parolo, Pellegrini, Verdi, Verratti;

Attaccanti: Balotelli, Belotti, Immobile, Zaza, El Shaarawy, Insigne, Cutrone;

Nel passato Di Biagio ha adottato sempre il 433 e seguendo sempre delle indicazioni  vicine al Ct, avanza la figura di Chiesa come uno dei 3 lì davanti. Mario Balotelli è sicuramente un nodo da sciogliere, ma sicuramente verrà convocato anche solo per tornare a respirare l’aria di nazionale.

La speranza è di ripartire con un rapido inserimento dei più giovani per avere un gruppo compatto per le qualificazioni Euro2020, in attesa dell’arrivo di un top allenatore come promesso da Costacurta.