Crea sito

Editoriale Archive

0

Valencia-Juventus: 0-2, contro tutti e tutto

Contro tutti e tutto la Juventus di Massimiliano Allegri annienta, surclassa e demolisce il Valencia per merito della doppietta su rigore di Pjanic, nella bolgia infernale del “Mestalla”. Neanche l’espulsione […]

Contro tutti e tutto la Juventus di Massimiliano Allegri annienta, surclassa e demolisce il Valencia per merito della doppietta su rigore di Pjanic, nella bolgia infernale del “Mestalla”. Neanche l’espulsione (ingiusta) del cinque volte pallone d’oro CR7, rimediata al 30′ del primo tempo, a cagione di una lieve “tirata di capelli” nei confronti di Murillo da parte del portoghese, ha fermato l’onda d’urto juventina. Che nuovamente offre una dimostrazione nitida di come riesca a trionfare anche senza l’ex madridista. Il rovescio della medaglia è un Valencia poco preciso nelle conclusioni verso la porta, incapace di sfruttare a dovere la superiorità numerica. Avrebbe potuto accorciare le distanza al compagine di Marcelino, ma dagli undici metri Parejo (90′) si lascia ipnotizzare dall’estremo difensore bianconero.

Juventus – Cosa va: 

La difesa: Dopo aver subito tre reti nelle prime quattro apparizioni in campionato la Juventus (ri)conferma la solidità difensiva che l’ha contraddistinta negli anni ultimi anni. Nonostante il deficit dell’uomo in meno, e che Uomo in meno, il duo Bonucci-Chiellini orchestra una sinfonia perfetta in difesa: contrasti efficaci, chiusura degli spazi ottima e una concentrazione in fase di marcatura memore dei tempi d’oro. Straordinari sulle fasce, invece, Alex Sandro e Cancelo sia in fase di copertura che di spinta. Insomma, il 4-4-1 optato obbligatoriamente da Allegri permette ai bianconeri di bloccare tutte le linee di passaggio per vie centrali creando molta densità a centrocampo.

Pjanic: Se non c’è Cristiano, ci pensa il regista bosniaco ad indirizzare la gare sul binario dei tre punti. Con la doppietta su rigore che stende il Valencia, Pjanic colleziona il suo terzo gol in cinque partite. Il numero cinque della Vecchia Signora mette in campo sicurezza, personalità e determinazione che in serate complicate come questa possono dare una grossa mano a portare a casa la vittoria. Si prende la responsabilità di calciare entrambi i penalty dimostrando una freddezza inaudita, messa in risalto dal fatto che i due protagonisti di questo siparietto (Pjanic e Neto), si conoscevano già. Sbaglia qualche disimpegno in uscita, davvero pochezze in confronto alla prestazione sontuosa dinanzi ad un pubblico davvero caldo.

Pragmatica: E’ di dominio pubblico, ormai, che dalle ceneri (rosso a CR7) i Campioni d’Italia risorgano più famelici e voraci di prima. Detto, fatto. Contro il Valencia i ragazzi di Allegri hanno in testa un solo risultato: la vittoria, i tre punti. Il motto “vincere è l’unica che conta” ha fatto nuovamente scoccare la scintilla nei calciatori juventini, che con pazienza e diligenza, concentrazione ed applicazione, hanno arginato le avance dei padroni di casa. Per poi ripartire in contropiede sfoderando le armi migliori sulle fasce grazie alla freschezza di Bernardeschi, Costa (entrato a partita in corso), Alex Sandro e Cancelo.

Cosa non va:

Occasioni fallite: Sarebbe potuta finire in manita per la Juventus. Tre in totale le palle gol gettate alle ortiche prima con Mandzukic, Khedira e per finire Matuidi. In futuro potrebbero pesare come un macigno le occasioni non finalizzate.

Disimpegno: Soltanto piccole sbavature in fase di disimpegno per la formazione di capitan Chiellini &Co. Diverse volte i bianconeri hanno preferito impostare l’azione dal basso, una volta riconquistata la sfera, rischiando la giocata in difesa. Questo denota carattere e padronanza nei propri mezzi, ma a volte è più efficace “spazzare senza fronzoli”.

Valencia – Cosa non va:

Il gioco: Il nulla cosmico per la squadra di Marcelino. Si impossessa del pallino del gioco non appena viene espulso Ronaldo, ma finisce per essere inconcludente ed imprecisa soprattutto nei tiri, diretti più verso gli spalti che la porta di Szczesny. Pochissime le azioni costruite con un senso logico e al fine di infilare la retroguardia impeccabile juventina. Si cerca spazio sulle corsie esterne: cross e traversoni per lo più bloccati sul nascere o rigettati fuori dall’area di rigore. Male, a tratti malissimo questo Valencia.

Difesa: Imbarazzante è un eufemismo. Troppe, davvero troppe le disattenzioni commesse dai giocatori in casacca bianca. Culminate con i due rigori concessi dall’arbitro in favore degli ospiti. La difesa spagnola crolla sotto le incursioni dei velocisti bianconeri.

Cosa va: Da rilevare soltanto l’atteggiamento di rivalsa mostrato nel finale. Per il resto tutto insufficiente.

0

FIGC, un’unica priorità per ripartire

Il calcio italiano e’ allo sbando, la Nazionale e’ il punto più alto di una totale mancanza di programmazione, uno dei punti, se non il punto, più basso della storia […]

1c7aa285-a752-4354-b1f9-dd8b2a03238fIl calcio italiano e’ allo sbando, la Nazionale e’ il punto più alto di una totale mancanza di programmazione, uno dei punti, se non il punto, più basso della storia del calcio italiano: per un attaccamento ai colori azzurri che non c’è, per i fuoriclasse che latitano, per un carisma totalmente assente all’interno del gruppo.

La ripresa del calcio italiano deve diventare un’affare di stato, deve intervenire anche la politica. Il pallone muove tante opportunita’ che ad oggi stanno mancando.

La FIGC ha bisogno non di un uomo ma di un collettivo che decida ma soprattutto che incida con riforme chiare, dirette e precise. Capacità manageriali, conoscenza del mondo del calcio e volontà di dialogo e di non battaglie personali, l’identikit perfetto porta alla soluzione paventata in queste ore, Beppe Marotta a capo del calcio italiano. Una soluzione che potrebbe mettere tutti d’accordo, il profilo dell’ad juventino merita massimo rispetto per aver riportato la Juventus in sinergia con Paratici e la dirigenza ad essere uno dei modelli migliori in Europa, serve incidere, non ordinaria amministrazione. Il doppio incarico non è possibile, il calcio italiano e il suo rilancio non può essere un’alternativa, un ripiego, una seconda chance, ma una priorità fissa, ventiquattro ore su ventiquattro. Incidere, incidere, questa deve essere la parola d’ordine in FIGC…

0

Buon compleanno Leonardo! Il DS rossonero oggi compie 49 anni

Odio et amo. Tre semplici parole racchiudono la vera essenza del rapporto tra i tifosi milanisti e Leonardo, direttore responsabile dell’area tecnico-sportiva. E’ giunto tra lo scetticismo generale di una […]

Odio et amo. Tre semplici parole racchiudono la vera essenza del rapporto tra i tifosi milanisti e Leonardo, direttore responsabile dell’area tecnico-sportiva. E’ giunto tra lo scetticismo generale di una piazza bramosa di appoggiare un progetto serio e ambizioso in grado, con una degna campagna acquisti, di riportare la società rossonera nella massima competizione europea, la Champions League. E fino ad adesso ha superato la prova con voti eccellenti, in virtù soprattutto di una società stabile dopo l’acquisizione di Paolo Scaroni: vedi le operazioni che hanno portato a Casa Milan i due ex juventini Mattia Caldara e il bomber tanto richiesto da Gattuso, ovvero Higuain, per continuare poi con Bakayoko, mezzala di quantità, Castillejo, ala dalla tecnica sopraffina ed infine l’ex esterno genoano Laxalt per citarne alcuni. Il tutto condito con la cessione liberatoria dell’altro Leonardo, che di cognome fa Bonucci. Infatti, se nella conferenza stampa di presentazione il brasiliano ha fatto intendere espressamente che non ci sarebbero stati colpi da novanta in questa sessione estiva di calciomercato, la miriade di supporter che, dopo queste parole, lo ha attaccato, si è dovuta ricredere non appena sono stati ufficializzati i rinforzi richiesti dal mister.

Insomma, l’ex allenatore dell’Inter può ritenersi ampiamente soddisfatto di questi primi mesi con indosso le vesti preziose da direttore responsabile dell’area tecnico-sportiva con l’augurio che la strada da percorrere sia più in discesa che in salita.

0

Roma, un mercato d’occasione non aiuta un’idea di gioco

Un’idea di gioco da creare e da assimilare nel tempo, in pieno stile Difranceschiano, frizzante e offensivo, per regalare spettacolo ed offendere le difese avversarie. L’intento del mercato giallorosso era […]

bfbecd60-2dc5-413d-91c5-20b01ba717faUn’idea di gioco da creare e da assimilare nel tempo, in pieno stile Difranceschiano, frizzante e offensivo, per regalare spettacolo ed offendere le difese avversarie. L’intento del mercato giallorosso era facile da intuire, in realtà la Roma oggi appare in piena confusione, di risultati e d’identità. L’ennesima rivoluzione non ha aiutato in nessun modo, soprattutto per la perdita di leader dentro e fuori dal campo, su tutti Nainggolan e Strootman.

In se e per se le operazioni di mercato portate avanti da Monchi non possono essere messe in discussione per il talento, ma nell’insieme, un mercato d’occasioni, da Pastore allo stesso Kluivert fino a Cristante, non aiuta l’assimilarsi graduale di un’idea di gioco, e soprattutto con caratteristiche completamente diverse dal gradimento del tecnico. Tutti sotto esame, basta però poco per svoltare, vincere e non per forza convincere, anche se la Roma arranca anche in tema di condizione fisica, la luce fuori dal tunnel ad oggi, fatica ad intravedersi…

0

Serie B: Crotone – L’ex Stroppa non perdona. 4-1 contro il Foggia

E’ un Crotone che incanta. Accompagnato dalle note de “Il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano, cala il poker contro il Foggia dell’ex Stroppa, ora allenatore degli squali. […]

E’ un Crotone che incanta. Accompagnato dalle note de “Il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano, cala il poker contro il Foggia dell’ex Stroppa, ora allenatore degli squali. All’Ezio Scida, davanti ai suoi amatissimi supporter, i rossoblu non sfigurano e vincono per 4-1 infliggendo una cocente sconfitta ai loro avversari. Una partita perfetta, sintomo della rinascita dopo il pesante, ma meritato k.o. in casa del Cittadella esattamente una settimana fa.

Chiamato alla riscossa dopo il passo falso all’esordio contro il Cittadella, mister Stroppa, due anni in quel di Foggia, per squalifica deve fare a meno di Golemic, sostituito in difesa da Cuomo e dell’infortunato Vaisanen. Nonostante questi deficit momentanei, il tecnico dei pitagorici conferma il suo 3-5-2 inserendo dal primo minuto Martella sulla corsia mancina e Budimir in tandem con Nalini. Nelle altre zone del campo vengono schierati gli stessi della gara del “Cabassi”. Più complicata invece la situazione in casa ospiti: squalificato Grassadonia, prende il suo posto il vice Salvatore Russo che scende in campo con un 3-4-2-1 con Cicerelli e Chiaretti alle spalle dell’unica punta Mazzeo, anch’egli indisponibile nella gara di apertura del campionato. A dirigere l’incontro c’è il Signor Minelli della sezione di Varese. Partenza con il piede schiacciato sull’acceleratore per i padroni di casa, che a differenza della prima giornata non sbagliano l’approccio alla gara e fanno capire fin da subito ai ragazzi in maglia bianca chi comanda. Infatti le prime due conclusioni della gara sono tutte di marca casalinga: prima con Firenze che su punizione dai 20 metri impegna Bizzarri, successivamente su traversone di Martella, Nalini lavora sia con la tecnica che con il copro proteggendo palla con classe per servirla poi al numero ventisei Faraoni, ma ne esce un mancino di molto alto sopra la traversa. Gara frizzante, non lascia attimi di respiro perché non tarda ad arrivare la reazione dei ragazzi di Russo: al 17′ pasticcio clamoroso di Cordaz a ridosso dell’area di sua competenza, salvataggio provvidenziale di Sampirisi sulla ribattuta a colpo sicuro di Mazzeo. Brivido gelido che attraversa la schiena di Stroppa, il quale carica i suoi e li spinge a suon di incitamenti verso la rete del vantaggio timbrata da Faraoni: cross ampio di Martella verso il suo collega di fascia col numero 11, piattone rasoterra a perforare Bizzarri. Nella seconda frazione gli squali dilagano, surclassano e annientano a suon di marcature, una più spettacolare dell’altra, la squadra pugliese che crolla a livello mentale, ma soprattutto fisico non reggendo l’onda d’urto causata dalle sgroppate degli alfieri di Stroppa: la seconda rete giunge al 49′ per merito di una perla a giro di Firenze sul secondo palo dove Bizzarri non può arrivarci. Cinque minuti dopo capolavoro estratto dalla pinacoteca personale da parte di Nalini, il quale vede l’ex Udinese fuori dai pali e lo sorprende con una parabola a spiovere imprendibile dai 25 metri. Non finisce qui perché il Crotone ha ancora dentro di se i postumi della sconfitta per 3-0 contro il Cittadella e non c’è modo migliore di archiviare la prima sbandata stagionale se non con una goleada. Detto, fatto. Diagonale letale di Rohden  (65′) che cala il poker nella notte magica allo “Scida” per la prima in casa dei pitagorici di fronte al pubblico delle grandi occasioni. Sul fotofinish il gol della bandiera del Foggia messo a segno su rigore da Mazzeo (93′).

Sanguinano davanti agli squali i ragazzi di mister Grassadonia, che non entrano mai in partita a differenza dei padroni di casa. L’incontro si decide soprattutto sulle fasce dove i gli squali mostrano i denti aguzzi navigando in mare aperto con Martella e Faraoni, imprendibili e precisi nei cross pennellati per gli attaccanti. Erge un vero e proprio castello invalicabile, davanti a Cordaz, il trittico difensivo Cuomo-Sampirisi-Marchizza che non concede quasi nulla chiudendo tutti i varchi ed anticipando in uscita gli incursori vestiti di bianco. Da registrare, invece, il reparto arretrato pugliese molto disattento e statico quando attaccavano i crotonesi. Come anche quello offensivo, poco vivace e molto meno incisivo rispetto alla gara vinta allo “Zaccheria” contro il Carpi. La pausa per le Nazionali servirà a raggiungere una condizione migliore immettendo benzina nelle gambe più per il Foggia, che per il Crotone, chiamato ad una rincorsa stressante al fine di cancellare il -5 in classifica. Rossoblu, invece, rispondono con ottimi voti alla fantomatica prova del nove dopo la falsa partenza di una settimana fa. Appuntamento al 14 settembre con il terzo turno di Serie B.

0

La rivincita di Rino

La fretta e’ da sempre una cattiva consigliera, soprattutto nel giudicare gli allenatori, in particolare dopo una giornata di campionato. L’avventura di Rino Gattuso sulla panchina del Milan era già […]

097232ec-74f6-481b-b643-e222778dad9dLa fretta e’ da sempre una cattiva consigliera, soprattutto nel giudicare gli allenatori, in particolare dopo una giornata di campionato.
L’avventura di Rino Gattuso sulla panchina del Milan era già data agli sgoccioli con l’ombra di Antonio Conte sempre più pressante sull’ex mastino di centrocampo. Il tecnico calabrese ha reagito come sempre, sul campo, senza tante chiacchiere ma con tanti fatti, la mossa Cutrone, un atteggiamento da leoni davanti al pubblico amico e al cospetto di una grande del campionato, seppur in piena ricostruzione come la Roma. Rino Gattuso non può essere messo in discussione, non può essere messa in discussione la voglia di imparare, la capacità d’imparare dai propri errori, l’amore per la maglia del Milan, la simbiosi che si è creata col gruppo e la fame di riportare il Milan lì dove gli compete, sul tetto del mondo. I rossoneri hanno un’identità riconoscibile di gioco, innalzata dal grande mercato svolto nell’ultima sessione da Leonardo e in parte anche da Maldini. Il Milan il suo condottiero lo ha già in casa, resta sempre Rino Gattuso…

0

Si o no, cosa va, cosa non va: Parma-Juventus

Soffre ancora, ma alla fine la sostanza non cambia, la Juventus vince ancora di misura con un Parma tutt’altro che rinunciatario che grazie alle folate devastanti di Gervinho impensierisce più […]

Parma-JuvetusSoffre ancora, ma alla fine la sostanza non cambia, la Juventus vince ancora di misura con un Parma tutt’altro che rinunciatario che grazie alle folate devastanti di Gervinho impensierisce più volte la retroguardia bianconera sfiorando il clamoroso vantaggio, alla fine ci pensa Matuidi a far tornare i tre punti in casa Juventus.

Parma – cosa va:

Gervinho: dalla Roma a Parma, nulla è cambiato, accelerazioni devastanti in grado di mettere in difficoltà chiunque, con un pizzico di precisione in più da parte dei compagni l’esito finale della gara poteva essere diverso, impressionante.

Leo Stulac: non sente affatto l’impatto della nuova categoria, anzi, appare ancor più carico, affamato e leader di un centrocampo che sente suo.

Parma – cosa non va: 

Simone Iacoponi: un errore imperdonabile quello in avvio sulla rete di Mandzukic che ha costretto D’Aversa a rimescolare le carte in tavola immediatamente.

Juventus – cosa va:

Mario Mandzukic: serviva tanto carattere per portarla a casa, e al croato di certo non manca, segna, fa segnare, corre, lotta, incita, consiglia. Non sarà Cr7 ma di certo nel confronto con l’asso portoghese ad oggi non sfigura, Allegri se lo coccola.

Blaise Matuidi: il francese ancora nella sua versione migliore riesce a trovarsi al posto giusto nel momento giusto e spaccare la partita e la porta ducale. Insostituibile in mezzo al campo, per la sua abnegazione e voglia di dare il massimo in ogni contrasto, lodevole.

Juventus – cosa non va:

Il rischio Cuadrado: Allegri si prende il rischio e il colombiano soffre maledettamente facendosi saltare più volte, da rivedere assolutamente in fase difensiva, senza se e senza ma.

0

I risultati degli anticipi del venerdì e del sabato di Serie B

Nonostante le le aspre vicissitudini ancora aperte sul fronte ripescaggi con la sentenza del Collegio del Coni fissata per il sette settembre la nuova Serie B a 19 squadre è […]

Nonostante le le aspre vicissitudini ancora aperte sul fronte ripescaggi con la sentenza del Collegio del Coni fissata per il sette settembre la nuova Serie B a 19 squadre è cominciata con l’anticipo del venerdì sera Brescia-Perugia terminata con un pareggio per uno a uno. Al gol grandissimo gol al volo delle Rondinelle firmato Bisoli (43′), risponde il rigore trasformato in extremis da Vido (93′) che regala un punto a testa nonostante le statistiche e il gioco mostrato pendano a favore della formazione del giovanissimo tecnico Suazo. Del resto, la campagna acquisti fatta degli umbri ha rivoluzionato gran parte della rosa e il poco tempo che Nesta ha avuto per poter modellare la squadra ha giocato un ruolo importante nell’andamento del match: diverse le incomprensioni tra i “grifoni” che non riuscivano ad orchestrare una manovra offensiva degna di nota. Soltanto Han e Vido hanno cercato di dare vitalità alle azioni ospiti con scatti e dribbling, però contenuti ottimamente dai due centrali Gastaldello e Romagnoli. Se l’ago della bilancia, nel primo tempo, pende quasi tutto a favore dei padroni di casa nella ripresa gli scenari vengono capovolti: al 70′ viene punita la gomitata, a palla lontana, del capitano bresciano Gastaldello che si becca il rosso diretto. Con i bianco azzurri in inferiorità numerica gli ospiti prendono coraggio e chiudono nella propria metà campo gli uomini di Suazo che commettono la seconda pesante disattenzione del match: proprio l’autore dell’illusorio vantaggio Bisoli trattiene per la maglia Vido e l’arbitro non può che concedere il penalty. Dal dischetto si presenta l’attaccante in maglia che fredda Alfonso con una conclusione imparabile.

Giornata ricca di pareggi quella di sabato: due gli incontri, ovvero Cremonese-Pescara e Salernitana-Palermo, terminati con le squadre che raccolgono un punto a testa. Clamoroso ciò che è successo allo stadio “Giovanni Zini” di Cremona con la partita che risulta piena di colpi di scena e capovolgimenti di fronte da entrambe le parti: alla mezz’ora di gioco su assist di Carretta, Castrovilli porta in vantaggio i padroni di casa concludendo a rete con un piattone destro. Nulla ha potuto l’estremo difensore avversario poiché risulta fatale lo svarione difensivo della retroguardia dei Delfini. Nei secondi quarantacinque minuti succede il putiferio in meno di 5 minuti: al 53′ la reazione scomposta di Leandro che colpisce volontariamente Marras causa l’espulsione del centrocampista con la casacca 19. Successivamente, dopo due minuti, il direttore di gara estrae per la seconda volta il cartellino rosso per somma di ammonizioni, questa volta ai danni di chi aveva subito la gomitata in precedenza ovvero Marras. Una volta ristabilita la parità numerica è il Pescara che ne esce meglio da questa situazione confusionaria segando l’uno a uno nel recupero grazie alla marcatura di Mancuso.

Si conclude a reti bianche la gara fra Salernitana e Palermo con le due compagini, che nella prima uscita stagionale in cadetteria decidono di non farsi male. Il match è stato molto equilibrato da ambo le parti e l’agonismo ha prevalso sul bel gioco e sullo spettacolo da offrire ai tifosi presenti sugli spalti dell’Arechi di Salerno.

Vince e convince il Venezia di Vecchi che si impone per uno a zero contro lo Spezia. In pieno recupero giunge il gol di Bentivoglio per i veneti che raccoglie l’assist vincente di Di Mariano e scaglia dalla distanza un bolide reso imparabile per Lamanna dopo la deviazione involontaria di Mora. Grande prestazione dei verde arancio che dopo essere passati avanti chiudono perfettamente tutti gli spazi senza concedere nulla all’avversario.

0

Quel che resta del mercato, Attilio Malena: ”Juventus regina assoluta, Inter tempestiva, Milan sorpresa. E sulla B…”

Venerdì scorso in Italia si è chiuso il calciomercato ed è tempo di bilanci. Ecco il pagellone del direttore Attilio Malena. I 3 top Assoluta top la Juventus, 10: ”E’ […]

IMG-20180820-WA0000Venerdì scorso in Italia si è chiuso il calciomercato ed è tempo di bilanci. Ecco il pagellone del direttore Attilio Malena.

I 3 top

Assoluta top la Juventus, 10: ”E’ riuscita a portare in Italia il numero uno al mondo innalzando la qualità non solo di se stessa, ma di tutto il movimento italiano. I dirigenti bianconeri hanno messo in campo una strategia aziendale fuori dal comune per programmazione e costanza di rendimento. Paratici è stato il re del mercato”.
Inter, 9: ‘Tempestiva ed intelligente nei movimenti, aggiunge qualità e sfrutta le occasioni di mercato. Dopo questa sessione il gruppo è più forte. I colpi De Vrij e Asamoah a zero sono operazioni degni di lode, Lautaro può essere un crack. Ausilio è stato un leader”.
Milan, 8: ”Dopo l’immobilismo iniziale causato dalle vicissitudini societarie, è entrato bene in corsa, restituendo entusiasmo, senso d’appartenenza ed appeal. Il ritorno di Maldini e gli acquisti di Higuain, Caldara, Bakayoko e Laxalt: non ci poteva essere partenza migliore per il nuovo Milan”.

I tre flop

Sampdoria, 5: ”Resta col cerino in mano sulla scelta del bomber, pur avendo avuto tutto il tempo a disposizione per cedere Zapata. Prendere Sabatini e non renderlo totalmente operativo appare inutile”.
Udinese, 4,5: ”Il piatto piange, di sessione in sessione i rischi aumentano e le certezze diminuiscono. Troppe scommesse”.
Bologna, 4: ”Mercato al confine tra rischio è incoscienza. Il neoallenatore rossoblu Inzaghi meritava ben altro”.

Serie B

I quattro top

Benevento, 8,5: “Una corazzata dentro e fuori dal campo. Nonostante la retrocessione il presidente Vigorito non ha lasciato, anzi ha deciso di raddoppiare, reinvestendo in un sistema malato, allestendo una corazzata e accontentando in tutto e per tutto il tecnico Bucchi. Sono stati presi giocatori con esperienza e carisma come Maggio e Nocerino, gente che ha già fatto bene in B come Tuia, Improta e Volta. Il ritorno di Buonaiuto è la ciliegina sulla torta”.

Foggia, 8,5: “Sembrava fosse l’estate della retrocessione annunciata a causa di questioni extracalcistiche, invece è stata la sessione dei botti. Riportare Iemmello in Puglia è stato il completamento di una strategia di rafforzamento impeccabile, portata al termine dal direttore d’orchestra perfetto Luca Nember. Sono arrivati giocatori di spessore come Chiaretti, Galano, Rizzo, Gori e Bizzarri. Il meglio deve ancora venire?”.

Perugia, 8,5: “Goretti show nelle ultime ore di calciomercato con i colpiHan, Verre, Gabriel, Cremonesi, Falasco s Ngawa. Tanto Avellino ma soprattutto la volontà finalmente di disputare un campionato di vertice e, perché no, far sognare una piazza che non vede l’ora di farlo”.

Salernitana, 8,5: “È la più grande sorpresa in positivo dell’ultima sessione di calciomercato. Colpisce la volontà finalmente di far il salto di qualità e seguire le indicazioni di Colantuono fino alla fine sfruttando anche le occasioni. Djavan Anderson e Di Gennaro innalzano ancora il potenziale di una macchina da guerra virtuale e possibile da vedere anche in campo”.

I due flop

Livorno, 5,5: “Il colpo in attacco non è arrivato. Ci si aspettava di più dal ritorno dei labronici in cadetteria, almeno in fase di mercato. Si stavano creando i presupposti per costruire una formazione che poteva ambire a qualcosa in più della semplice salvezza, ma poi i buoni propositi sono stati disattesi”.

Carpi, 5: “Mercaro caratterizzato dalla gestione non perfetta di qualche situazione estiva e dall’asse forte, fortissimo col Napoli che non ha forse portato il meglio del meglio. L’arrivo di Mokulu potrebbe non bastare. Serve guardare il mercato da una sola ottica: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Tendiamo per la seconda ipotesi”.

0

La top 4 delle scommesse della Serie A 18/19

Ieri, 17 agosto 2018, si è conclusa la sessione di calciomercato più entusiasmante e ricca di colpi di scena degli ultimi dieci, se non quindici anni del campionato italiano. Colpi […]

Ieri, 17 agosto 2018, si è conclusa la sessione di calciomercato più entusiasmante e ricca di colpi di scena degli ultimi dieci, se non quindici anni del campionato italiano. Colpi che sembravano potessero essere definiti, ma senza la firma non si è più tranquilli (vedi Malcom), operazioni messe a bilancio nelle ultime ore (vedi Zaza), liti e incomprensioni per l’approdo o meno di calciatori in determinate squadre (vedi Clemenza), insomma l’insalata è bella ricca di condimento per far si che risulti già di buon gusto per i palati più raffinati. Ora, però, è tempo di tirare le somme e noi di calciomercatoreport.it abbiamo stilato la top quattro delle scommesse, una in ogni reparto, di questo nuovo torneo che è in procinto di cominciare no appena scatta il semaforo verde con la prima di Ronaldo in Italia. Niente male come inizio, non credete?

PORTIERE: Alban Lafont è sicuramente una delle scommesse in prospettiva più rilevanti che potrebbe regala al Ds Pantaleo Corvino una imponente plusvalenza se dovesse affermarsi ad ottimi livelli anche in Serie A. Nella passata stagione, tra le fila del Tolosa, ha mostrato al mondo intero la sua abilità da ultimo baluardo del castello difensivo con uscite coraggiose e salvataggi in extremis con tuffi da immortalare sulle migliori pellicole fotografiche. Nonostante la sua giovane età, 19 anni il 23 gennaio scorso, ha ottenuto 16 clean sheet su 44 partite disputate fra campionato e Coppa. Non male per un baby fenomeno che può essere paragonato per il cammino fatto fin qui al suo collega di reparto Donnarumma, ma (forse) con tutti e due i piedi per terra rispetto all’italiano di Castellammare.

DIFESA: Arrivato dal Genk per 7 milioni più 2 di bonus, il mister Marco Giampalo punta molto sul natio del Gambia Omar Colley. Nello schema tattico blu cerchiato andrà a ricoprire il ruolo di centrale destro nella difesa a quattro al fianco del più navigato Tonelli. Il suo metro e novanta non passa inosservato e potrà essere un’arma per bucare le difese avversarie con la conclusione di testa da calcio piazzato o corner. Ovviamente bisogna andarci con i piedi di piombo poiché il passaggio dal campionato belga a quello italiano, molto più tattico e di qualità rispetto alle passate annate, potrebbe intaccare la sua definitiva esplosione.

CENTROCAMPO: Il talentuoso della cantera rossonera, Manuel Locatelli, approda alla corte di De Zerbi per dare qualità, sostanza e gioventù ad un centrocampo guidato da capitan Magnelli in veste di regista ed interdittore nella zona nevralgica del terreno di gioco. Il club del patron Squinzi ha trovato la formula giusta per accontentare la società di via Aldo Rossi: prestito oneroso (2 milioni) con l’obbligo di riscatto fissato al 10 milioni. I mediano classe ’98 cerca maggiore continuità dopo un campionato giocato sporadicamente e con i nero verdi può prendersi la scena come uno dei protagonisti principe della cavalcata verso un piazzamento più tranquillo e meno travagliato della stagione 17/18.

ATTACCO: Come punta di diamante di questa speciale top 4 c’è Antonio La Gumina: l’ex attaccante del Palermo viene acquistato a titolo definitivo per otto milioni (bonus compresi), battendo la concorrenza della Sampdoria di Ferrero. Il ventiduenne, palermitano purosangue, è stato uno dei trascinatori indiscussi della cavalcata verso la finale playoff di Serie B, poi persa contro il Frosinone, grazie alle sue dodici reti condite da due assist. Mister Andreazzoli si starà sfregando le mani per il duetto La Gumina/Caputo che potrà sfoderare come arma per dare imprevedibilità e velocità all’attacco empolese.

0

Il calciomercato vola sulla tratta Spagna-Italia

IMG_20180816_201708A poco più di 24 ore dal termine del calciomercato sembra svanire il sogno dell’Inter di portare in Italia Luka Modric, il fuoriclasse croato del Real Madrid.

Un percorso, quello che va dalla Spagna all’Italia, che quest’estate è stato molto caldo basti pensare che ha percorrerlo è stato nientemeno che l’attuale Pallone d’oro Cristiano Ronaldo giunto alla Juventus dopo aver vinto tutto con il Real Madrid.

Anche a Milano, sponda rossonera, hanno puntato su un esterno proveniente dalla Liga, ovvero quel Samu Castillejo che, dopo un paio di stagioni di alto livello al Villareal, arriva al Milan di Gattuso per fare, con il connazionale Suso, una coppia di ali tutte iberiche.

Anche in passato l’asse Spagna-Italia è stata teatro di trasferimenti importanti come i brasiliani Rivaldo e Ronaldinho, arrivati al Milan dopo i successi al Barcellona oppure il Fenomeno Ronaldo che Moratti strappò proprio ai blaugrana o prima ancora il giovane Diego Armando Maradona che il Napoli prelevò sempre dalla società catalana.

Napoli che negli ultimi anni ha puntato molto sugli spagnoli Raul Albiol e Callejon, arrivati dal Real Madrid ed anche quest’anno ha scelto la Liga per rinforzarsi acquistando il giovane centrocampista Fabian Ruiz dell’Espanyol.

Anche il percorso inverso (ovvero giocatori che hanno lasciato la Serie A per andare in Spagna) è stato molto intenso a cominciare dal trasferimento di Zidane dalla Juve al Real Madrid nel 2002 che per anni fu l’acquisto più caro di sempre, oppure lo stesso Fenomeno Ronaldo che lasciò l’Inter per andare al Real oppure ancora un giovane Cristian Vieri ceduto dalla Juventus all’Atletico Madrid nel lontano 1998.

Insomma gli intrecci di mercato tra Serie A e Liga non sono mai mancati ed anche se i sostenitori dell’Inter sono un po’ dispiaciuti per il mancato arrivo di Modric va ricordato loro che un giovanissimo Icardi, attuale capitano nerazzurro, si fece notare proprio in Spagna con la Barcellona. Come dire, anche Maurito è salito sul volo Spagna-Italia….

0

INDISCREZIONE – Novara, in arrivo Germoni

Secondo quanto raccolto dal nostro direttore Attilio Malena, il Novara si sarebbe assicurato  Germoni. Il terzino della Lazio nell ascorsa stagione si è diviso fra Parma e Perugia.

GermoniSecondo quanto raccolto dal nostro direttore Attilio Malena, il Novara si sarebbe assicurato  Germoni. Il terzino della Lazio nell ascorsa stagione si è diviso fra Parma e Perugia.