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Editoriale Archive

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La Roma non segna più

Il problema del gol sta diventando per la Roma un tormentone, Dzeko è tornato ad essere quel giocatore senza carattere né voglia, inutile e Schick forse utilizzato da Di Francesco […]

Eusebio Di FrancescoIl problema del gol sta diventando per la Roma un tormentone, Dzeko è tornato ad essere quel giocatore senza carattere né voglia, inutile e Schick forse utilizzato da Di Francesco in un ruolo non suo sta facendo la figura del pivello senza parlare di Under troppo ma veramente troppo acerbo per giocare in serie A.

Ma il problema è veramente solo questo?

Contro il Sassuolo la Roma ha concesso troppe occasioni agli avversari o quantomeno troppa libertà di agire nella propria metà campo e quindi creare di conseguenza problemi alla difesa che più di una volta si è salvata per le ottime chiusure dei singoli.

Quindi non è solo il gol a mancare ma anche quella dinamicità aspetto fondamentale per il gioco di Di Francesco e l’unico a tenere un ritmo sopra a tutti sembra essere il solo Perotti che però da solo non può salvare la squadra.

Anche perché ormai tutti gli avversari hanno imparato a limitare le discese di Kolarov e pure lui sembra da qualche partita in debito di ossigeno e non lo stesso di un mese fa.

Comunque il problema Dzeko rimane e non sarà facile risolverlo anche perché sembra quasi un giocatore che non abbia mai giocato insieme ai suoi compagni di squadra e allora solo lui può sbloccare questa situazione a dir poco imbarazzante.

A cura di Mario Puzzilli

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La tecnologia in campo

Siamo sicuri che la VAR sia di aiuto agli arbitri e ai suoi assistenti ? In molti se lo domandano domenica dopo domenica. Certe decisioni nonostante il monitor a bordo […]

VarSiamo sicuri che la VAR sia di aiuto agli arbitri e ai suoi assistenti ?
In molti se lo domandano domenica dopo domenica.
Certe decisioni nonostante il monitor a bordo campo sembrano le stesse che venivano prese gli anni passati dove non esisteva questa tecnologia al servizio del calcio.
Si sa che poi i tifosi, l’anima della società fanno presto a fare due più due.
Ogni giornata di campionato ci sono casi in cui la VAR viene usata in maniera non corretta o per verificare azioni talmente palesi che in realtà non servirebbe per poi prendere decisioni alcune volte totalmente sbagliate nonostante le immagini siano eloquenti a chiarire certe situazioni.
Quindi dobbiamo sempre ricordarci che dietro a qualsiasi mezzo tecnologico c’è sempre l’uomo, in questo caso l’arbitro e l’assistente al VAR.
Da un primo bilancio sono quasi tutti d’accordo nel dire che questa novità poteva essere d’aiuto se tutti, arbitri e relativi assistenti, fossero stai preparati all’uso con regole precise e non sempre con la scusante della discrezione arbitrale.
Siamo arrivati al punto che l’arbitro scende in campo con il pensiero che comunque può sbagliare a prescindere tanto c’è la VAR che sistema le cose e poi non è così.
Il monitor a bordo campo non deve essere considerato né un rimedio né un capro espiatorio, ma l’aiutino dell’arbitro ed invece sta diventando il peggior incubo di presidenti e tifosi che in curva allo stadio considerano “l’aggeggio” un mezzo comunque manipolabile e in alcuni casi ne hanno ben donde di pensarlo.
Torniamo al gioco del calcio perché chi ama questo sport ancora non ha capito perché per assegnare un calcio di rigore ci vogliano 5 minuti con l’azione che continua e con il rischio che gli avversari segnino cosa che è capitato tra l’altro.
La tecnologia usiamola ma ugualmente per tutti.

A cura di Mario Puzzilli

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Il sorpasso dell’Inter

Al primo passo falso del Napoli  l’inter di Spalletti mette la freccia e supera i partenopei e si sistemano al primo posto. Che potesse essere una giornata di campionato con […]

Luciano SpallettiAl primo passo falso del Napoli  l’inter di Spalletti mette la freccia e supera i partenopei e si sistemano al primo posto.

Che potesse essere una giornata di campionato con molte sorprese più di qualcuno se lo aspettava, ma che avvenissero veramente non era facile.

La  supersfida al San Paolo fa registrare una solidità bianconera vecchia maniera e i tre davanti del Napoli lontani parenti  di quelli visti un paio di mesi fa, e così alla prima vera occasione il grande ex di turno Higuain fa il suo e risolve questo difficile match.

La Roma non fatica nemmeno un po’ a liquidare  la Spal anche in 10, il Milan targato “ringhio” Gattuso riesce a subire un gol a partita finita da parte del portiere Brignoli eroe che da alla sua squadra il primo punto e fa cadere in depressione i tifosi rossoneri che avevano creduto che il nuovo mister fosse la panacea che risolvesse tutti i problemi della squadra, guarigione rinviata.

L’ Inter scende in campo a Milano con il pensiero che può effettuare il sorpasso e consapevoli dei loro mezzi giocano e bene si divertono e con un largo risultato, manita come dicono in Spagna.

Mister Spalletti sta facendo quadrare il tutto e ora aspetta e ha una settimana per preparare il big match allo Juventus stadium di sabato prossimo, mentre le altre pretendenti al titolo saranno impegnate e molto in Champions con conseguente sforzo fisico e mentale.

I nerazzurri da questo punto di vista sono favoriti perché non avere le coppe da giocare in settimana potrebbe diventare un vantaggio  non indifferente da gestire e questo mister Spalletti lo sa e sotto sotto  gongola al pensiero.

Infine il posticipo della domenica ci riservava una bella sfida a Marassi dove la Lazio era ospite della Samp, una gran bella partita ricca di occasioni dove la Lazio in svantaggio forse anche immeritato riesce in una rimonta proprio nel finale di partita credendoci fino alla fine con una bella e gagliarda prestazione.

Gustiamoci la settimana di coppe e attendiamo Juve Inter per testare le velleità dei nerazzurri.

A cura di Mario Puzzilli

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L’analisi di Napoli-Juventus

Nel big match disputato ieri fra Napoli e Juventus ad imporsi sono stati i bianconeri, che, grazie ad una rete di Higuain, indiscutibilmente l’uomo più atteso della gara, si sono portati […]

Napoli-JuventusNel big match disputato ieri fra Napoli e Juventus ad imporsi sono stati i bianconeri, che, grazie ad una rete di Higuain, indiscutibilmente l’uomo più atteso della gara, si sono portati a -1 in classifica dai partenopei, che domani potrebbero essere scavalcati dall’Inter. Andiamo ad analizzare nel dettaglio la partita del San Paolo.

NAPOLI - I partenopei hanno prestato eccessivamente il fianco alle ripartenze della Juventus, specialmente nel primo tempo: un errore che, contro una squadra solida come quella di Allegri, si paga a caro prezzo. La grande supremazia territoriale del Napoli si è rivelata sterile: a dimostrarlo è anche il fatto che, nonostante i 21 tiri totali azzurri contro i 7 bianconeri, la statistica sugli expected goals vede la Juventus in vantaggio: segno inequivocabile del maggior tasso di pericolosità degli ospiti. Ieri sono mancati alcuni uomini chiave del Napoli, principalmente quelli componenti l’ossatura centrale: Jorginho e Mertens non sono mai riusciti a cambiare con qualche invenzione l’inerzia della gara. Male anche Koulibaly, che in occasione del gol accorcia su Costa, lasciando così aperta la linea di passaggio per Higuain. Il senegalese ha poi parzialmente rimediato con un bel recupero su Pjanic, ma l’errore sulla rete decisiva è pesante. Anche dalle fasce non è arrivato l’aiuto sperato da Sarri: la Juventus ha concesso spazio alle avanzate dei terzini, ma Hysaj, Rui e successivamente Maggio hanno preferito troppo spesso il cross invece di duettare con le due ali, che sono rimaste quindi ancor più intrappolate dalla ragnatela bianconera. Davvero pochi i palloni toccati da Callejon, qualcosa in più per Insigne, che ha provato, invano, ad impensierire Buffon e compagni. Con l’uscita dal campo dell’ex Pescara, Foggia e Cavese si è definitivamente spenta l’inventiva dei partenopei, che si sono adagiati, in quanto gli ingressi di Ounas e Zielinski non hanno affatto portato vivacità. La nota lieta arriva senza dubbio da Pepe Reina: l’estremo difensore spagnolo, protagonista di qualche incertezza a inizio campionato, è stato senza ombra di dubbio il migliore in campo per il Napoli con una gran parata su Higuain ed una miracolosa su Matuidi. E’ dalla prestazione dell’ex Liverpool che la squadra di Sarri deve ripartire per andare a conquistare la qualificazione in Champions e per cercare di restare fra le favorite per lo scudetto.

JUVENTUS - Terza gara consecutiva senza reti subite per i bianconeri, che sembrano riusciti a ritrovare una quadratura difensiva. La partita è stata preparata perfettamente da Allegri, che ha chiuso tutti gli spazi lasciando campo solo a Hysaj e Rui, che si sono però visti costretti quasi sempre al cross, facendo il gioco della Juventus e, più nel dettaglio, di Benatia e Chiellini, ben più alti dei giocatori offensivi del Napoli. La squadra bianconera è stata letale nelle ripartenze, segnando un gol con Higuain e vedendosene negare due da dei grandi interventi di Reina. La Juventus ha spiccato specialmente nel primo tempo nella fase di transizione, con Douglas Costa, migliore in campo, bravo a far salire la squadra e a collegare i vari reparti. Un compito che è riuscito solo parzialmente a Dybala, che però in questo fondamentale è stato decisivo nell’occasione del gol. In avanti Higuain non ha risentito dell’ambiente ostile e ha sfoderato un’ottima prestazione, segnando un gol pesantissimo. Qualche errore si è invece palesato in fase di impostazione: Allegri ha chiesto ai suoi di far partire la manovra da dietro, ma Chiellini ed Asamoah, impeccabili in fase difensiva, hanno spesso sbagliato i loro tentativi di verticalizzazione. A centrocampo Matuidi, andato vicino al gol nella ripresa, ha dato la giusta sostanza, mentre Pjanic è rimasto spesso schiacciato e Khedira è sembrato leggermente in difficoltà, tanto che Allegri ha poi deciso di sostituirlo con Marchisio, giocatore con più gamba. Difesa granitica, ripartenze letali: questi gli ingredienti con cui la Juventus lancia la sfida a Napoli, Inter e Roma per la conquista dello scudetto.

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La frenata delle romane

In una giornata di campionato dove il Napoli vince a fatica ad Udine ma vince Juventus ed Inter  proseguono la loro rincorsa a suon di gol e dietro la Samp […]

US Citta di Palermo v SS Lazio - Serie AIn una giornata di campionato dove il Napoli vince a fatica ad Udine ma vince Juventus ed Inter  proseguono la loro rincorsa a suon di gol e dietro la Samp crolla a Bologna, le due romane rallentano pareggiando a Genova la Roma  e la Lazio impatta in casa con una buona Fiorentina  frutto anche dell’uso della VAR.

Bisogna dire che le due compagini capitoline non avevano proprio brillato come al solito con quel bel gioco che sanno esprimere, intrappolate dal pressing degli avversari e con qualche giocatore un po’ troppo stanco per rimanere in campo, però nonostante questo erano riuscite a passare in vantaggio.

Non proprio in scioltezza stavano portando a termine il loro compitino quando

a Genova al  68esimo capitan De Rossi in piena area di rigore a palla lontana compie un gesto a dir poco insensato colpisce al volto con un ceffone Lapadula che cade a terra e questo attira l’attenzione dell’ arbitro Giacomelli che attraverso la consultazione della Var decreta espulsione e calcio di rigore per il Genoa e nonostante questo la Roma ha anche delle possibilità per vincerla la partita ma non sarà così.

A Roma la Lazio passata in vantaggio con qualche uomo poco concentrato e forse stanco stava veramente vincendo una sfida importante per la classifica anche perchè avrebbe distanziato i blucerchiati e raggiunto i cugini in un colpo solo.

Ma al 94esimo Caceido da poco entrato in campo in area colpisce la palla in maniera scomposta andando poi a colpire Pezzella e l’arbitro Massa decide di far continuare il gioco e solo dopo 2 minuti decide di ricorrere alla VAR con il conseguente rigore per la Fiorentina che pareggia tra i fischi e la delusione dei tifosi laziali, che recriminano un intervento su Parolo al primo tempo dove Massa non ha avuto dubbi ed era certamente fallo da rigore non concesso ovviamente.
Comunque gli avversari delle romane ringraziano la VAR e soprattutto la giornata non brillante di Roma e Lazio che dovranno riprendere subito a correre se non vogliono perdere il treno delle prime.
Staremo a vedere come reagiranno.

A cura di Mario Puzzilli

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ATTILIO MALENA – La richiesta giustificata

Premetto che in campo debbano andare i giocatori più in forma e non necessariamente funzionali ad un determinato sistema di gioco, ma se poi dimostri di avere un talento in […]

Andrè SilvaPremetto che in campo debbano andare i giocatori più in forma e non necessariamente funzionali ad un determinato sistema di gioco, ma se poi dimostri di avere un talento in grado di poter spostare gli equilibri, non ci sono ragioni che giustifichino il fatto di non scendere in campo. E’ il caso di Andrè Silva, bomber d’Europa, e ancora a secco in campionato, il motivo dell’assenza di gol nella massima serie è lampante, la mancanza di occasioni tali da permettergli di esprimersi al massimo delle proprie possibilità.

E’ stato il fiore all’occhiello della sessione estiva di calciomercato, il talento strappato a tante big d’Europa. Serve tempo per adattarsi ad un campionato totalmente nuovo e soprattutto all’interno di una squadra che deve rodare ancora tanti e tanti equilibri. Ma Andrè Silva deve giocare, semplicemente perchè ha più talento dei compagni di reparto, non necessariamente da solo, da non disdegnare la possibilità di schierarlo in coppia con Cutrone, ma Andrè Silva deve essere in campo. Una richiesta a furor di popolo, Montella ci ripenserà?

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Aspettando la Juventus

Due anticipi di lusso, sicuramente non due bellissime partite ma la posta in palio era altissima soprattutto a Roma dove ci si giocava non solo la classifica alta come non […]

NapoliDue anticipi di lusso, sicuramente non due bellissime partite ma la posta in palio era altissima soprattutto a Roma dove ci si giocava non solo la classifica alta come non succedeva da anni ma anche la supremazia cittadina. A Napoli la sfida col Milan ricordava tempi in cui i rossoneri primeggiavano in classifica. Eusebio Di Francesco contro Simone Inzaghi due allenatori bravi e giovani dal futuro brillante. E’ stato più bravo il primo, ha imbrigliato la Lazio bloccando le fonti di gioco costringendola ad impostare con i difensori e poi con un Nainggolan straripante era difficile per gli uomini di Inzaghi avere delle possibilità. L’unica nota positiva ancora un gol di Ciro Immobile su rigore che aveva acceso le speranze dei tifosi. La differenza tra le due squadre, la Roma più versatile e camaleontica, alla Lazio è mancato il tocco del suo allenatore che stavolta non è riuscito a modificare in corsa il gioco dei suoi. A Napoli il Milan aveva quasi imbavagliato gli uomini di Sarri che non hanno brillato come al solito ma che con pazienza alla fine sono riusciti ad avere la meglio sui rossoneri di Montella che veramente rischia di essere esonerato anche se non è stata la peggior partita giocata quest’anno. Il Napoli intasca questi tre punti importanti che li fa rimanere in vetta alla classifica e Sarri può respirare e pensare alla Champions, lì ci vuole l’impresa e sorridere perché Mario Rui sembra l’uomo giusto a ricoprire la fascia sinistra. Roma e Napoli credono sempre più nel raggiungimento dei loro obiettivi e mettono pressione ai bianconeri impegnati su un campo difficile come quello di Genova contro la Samp squadra in salute e conscia dei propri mezzi. Forse ha ragione chi dice che la tecnologia non aiuta se gli uomini che la controllano non sono in grado di sfruttarla al meglio con imparzialità e con regole uguali per tutti i casi che via via si presentano ogni giornata.

A cura di Mario Puzzilli

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Le romane faranno la differenza

La sosta per la Nazionale servirà a tutte le squadre per fare il punto della situazione. Anche se le prime 5 del campionato avranno ranghi ridotti per tutti i nazionali […]

Collage Editoriale 1La sosta per la Nazionale servirà a tutte le squadre per fare il punto della situazione.

Anche se le prime 5 del campionato avranno ranghi ridotti per tutti i nazionali impegnati tra spareggi validi per il mondiale o amichevoli sparse per il mondo, i presenti dovranno analizzare l’ultima di campionato che ha confermato alcune cose.

La Juventus a fatica vince contro un ben più che modesto Benevento e vive le  fasi alterne di Higuain e Dybala che cercano quell’equilibrio e quell’intesa dello scorso campionato, ma mister Allegri può essere contento per i ritrovati Howedes e Pjaca tornati disponibili e potranno essere valore aggiunto in un momento delicato della stagione.

L’Inter  frenata da un Torino gagliardo che ha confermato i nerazzurri come Icardi  dipendente se il bomber  argentino non segna la squadra non vince e va in confusione.

La capolista Napoli che a Verona con il Chievo, ancora con la testa alla batosta subita dal  City in Champions, non trova il bandolo della matassa del gioco ed inoltre l’assenza di Ghoulam  pesa e peserà molto per il gioco di Sarri  nei mesi a venire, se poi aggiungiamo la stanchezza dei tre fenomeni lì davanti e di un Hamsik  che non decolla non sarà facile per i partenopei rimanere lì davanti, apparsi stanchi come confermato dall’allenatore.

Discorso diverso per le due romane.

La Roma che segna molto meno rispetto la scorsa stagione ma prende meno gol continua la sua cavalcata verso la perfezione del gioco di Di Francesco che riesce a modificare i ruoli e i giocatori in campo ottenendo sempre il massimo dai suoi, così come ha fatto a Firenze vincendo alla grande.

La Lazio non gioca contro l’Udinese per il maltempo che si è abbattuto su Roma eppure è lì quarta con un ruolino di marcia niente male e nonostante gli infortuni  mister Inzaghi riesce a trovare delle situazioni tattiche sempre geniali aiutato da tutti i giocatori che stanno dando tanto e sembra essere una squadra camaleontica sempre disponibile a cambiare per affrontare al meglio gli avversari.

Quindi aspettando buone notizie dagli Azzurri il campionato ricomincerà con delle sfide avvincenti come Roma- Lazio e Napoli-Milan che ci faranno capire che piega prenderà questo torneo.

Buon calcio a tutti.

A cura di Mario Puzzilli

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Il miracolo Spalletti

Tutti coloro che affermavano che la fortuna prima o poi l’avrebbe abbandonata dovranno ricredersi l’Inter è sempre più una squadra con una sua identità forte e carattere da vendere. Tosta […]

Luciano Spalletti 2Tutti coloro che affermavano che la fortuna prima o poi l’avrebbe abbandonata dovranno ricredersi l’Inter è sempre più una squadra con una sua identità forte e carattere da vendere.

Tosta come il suo allenatore che sta infrangendo anche i record di Mourinho.

La squadra vive della convivenza di più leader in campo, Icardi  il capitano l’anima dei nerazzurri che non sbaglia un colpo, Borja Valero arrivato in estate ma è come se avesse giocato in nerazzurro da sempre guadagnandosi la stima e il rispetto non solo dei compagni ma di tutto l’ambiente, colui che da il là a tutte le azioni e per questo titolare amovibile anche quando la stanchezza ne limita il raggio d’azione.

Tra i “vecchi” non vanno dimenticati  Nagatomo  buono per tutte le stagioni e Candreva  che piano piano sta prendendo un ritmo da Nazionale e spingono la squadra con entusiasmo ritrovato.

Tra i nuovi e forse è la vera sorpresa lui si chiama Skriniar il giovane difensore slovacco sta dimostrando tutta la sua bravura con una forza ed eleganza che mancava ad una difesa insicura, il tassello mancante che rassicura i compagni di reparto.

Poi arriviamo a lui Luciano Spalletti che non ha perso l’abitudine di stare davanti ai giornalisti per molto tempo col suo toscano verace e le sue battute ficcanti, ma al di là di questo sta dando un gioco e soprattutto fa si che i giocatori capiscano la loro forza e che uniti in campo si può andare lontano.

Quindi il suo oltre ad essere un lavoro tecnico-tattico è in special modo  psicologico perché più di qualche giocatore aveva bisogno di una guida per ritrovare se stesso.

Così proprio l’Inter si candida ad insidiare il Napoli per il titolo e non giocare le coppe potrebbe essere veramente un vantaggio per i nerazzurri quando la stanchezza delle troppe partite ravvicinate nelle altre squadre si farà sentire.

Mister Spalletti dovrà continuare così e saper gestire una panchina adeguata

per le aspettative di questa stagione.

Staremo a vedere e buon  calcio a tutti.

A cura di Mario Puzzilli

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L’analisi di Milan-Juventus: bianconeri compatti, rossoneri con poche idee

Nella giornata di ieri si è disputato il big match dell’undicesimo turno del campionato di Serie A, che ha visto contrapporsi Milan e Juventus. A portare a casa i tre […]

HiguainNella giornata di ieri si è disputato il big match dell’undicesimo turno del campionato di Serie A, che ha visto contrapporsi Milan e Juventus. A portare a casa i tre punti sono stati gli uomini di Allegri grazie ad una doppietta di Gonzalo Higuain, arrivato a quota 101 gol in Serie A. Andiamo ad analizzare il match di ieri più nel dettaglio.

MILAN - La squadra di Montella ha disputato un buon primo tempo ed è crollata nella ripresa, soprattutto dopo il gol del raddoppio. I rossoneri sul finire della prima frazione di gioco sono andati vicinissimi al pareggio con una traversa colpita da Kalinic, a cui ha fatto seguito un gran salvataggio di Rugani. Al di là di questa occasione, il Milan ha tenuto in mano il pallino del gioco in maniera piuttosto sterile. Ciò è dovuto in primis al fatto che Allegri è riuscito ad impedire lo sviluppo della trama di gioco più utilizzata dai rossoneri: Suso, infatti, è stato ben limitato dalla coppia Chiellini-Asamoah. Il centrocampo meneghino non è riuscito a trovare un’alternativa valida per poter far male alla Juventus. A ciò va aggiunto che Biglia e Kessié sono apparsi sottotono e hanno perso molti palloni sanguinosi, specialmente nella ripresa. Montella si è accorto tardi del problema della sua squadra e ha provato a rimediare inserendo Locatelli, più tonico del regista argentino, ed Antonelli, in modo da permettere a Borini di dare una mano a Suso sull’out destro. Abate, infatti, aveva il compito di dare man forte allo spagnolo ex Almeria e Liverpool per creare un due contro uno con Asamoah, ma non si è praticamente mai proposto con convinzione. La variazione dello scacchiere tattico rossonero non ha funzionato: Borini, infatti, una volta spostato sulla fascia destra non ha offerto un vero e proprio sostegno a Suso, ma ha provato a mettersi in proprio, togliendo spazio al compagno di squadra. In quest’ottica va letto l’ultimo cambio del tecnico ex Fiorentina: l’ingresso in campo di Andrè Silva ha permesso al numero 8 del Milan di agire in una posizione diversa del campo.

Il Milan esce dal confronto con la Juventus in maniera meno positiva rispetto a quelli con Roma ed Inter. Contro i giallorossi e i nerazzurri, infatti, i rossoneri erano sembrati più frizzanti e avevano provato diverse soluzioni offensive. Troppo monotematico, invece, il gioco dei ragazzi di Montella nella gara con i bianconeri: il Milan ha recitato sempre lo stesso copione, incapace di variare. Nei prossimi match al club lombardo servono risposte importanti dai centrocampisti e da Calhanoglu, che non si è proposto abbastanza da permettere al Milan di rendersi pericoloso anche sulla sinistra.

JUVENTUS - Come spesso accaduto anche nei big match delle scorse stagioni, i bianconeri si sono serviti delle invenzioni dei loro uomini di maggior spessore per avere la meglio sugli avversari. Partita attenta ed ordinata della squadra di Allegri, che ha studiato in maniera impeccabile la partita. Vincente la mossa Asamoah a sinistra: il ghanese, in coppia con Chiellini, è riuscito ad imbrigliare Suso e ad otturare la principale fonte di gioco rossonera. La difesa è parsa molto più solida rispetto alle ultime uscite: l’unico grande pericolo è stato corso in occasione della traversa di Kalinic, ma lì sia Buffon sia Rugani si sono superati. Quest’ultimo pare in crescita rispetto alle prestazioni balbettanti di inizio stagione: l’ex Empoli, infatti, sembra più deciso e ha acquisito maggiore personalità. A centrocampo è stato Pjanic a dettare gioco con le sue verticalizzazioni, che hanno creato problemi soprattutto fra le linee. In avanti bene Dybala, che, nonostante non avesse il piede caldo, ha fornito l’assist dello 0-1 ad Higuain e ha effettuato un velo decisivo per il raddoppio del centravanti ex Real. Proprio Higuain è stato decisivo con due gol che fanno ampiamente parte del suo repertorio. Il numero 9 della Juventus, oltre alla doppietta, è stato bravo anche in fase di ripiegamento, confermando le buone prestazioni al servizio della squadra offerte contro Udinese e SPAL. Sulle fasce Cuadrado e Mandzukic hanno avuto compiti soprattutto di contenimento. Allegri, oltre ad aver preparato bene la sfida, ha letto bene la partita anche in corso d’opera: sull’out sinistro in zona offensiva la Juventus è arrivata poche volte al cross, pertanto nel finale è stato concesso ad Alex Sandro, che è più propenso al traversone rispetto ad Asamoah, che è comunque stato encomiabile in fase difensiva.

Nella partita col Milan la Juventus ha dunque ritrovato la solidità della scorsa stagione e i calciatori che costituiscono l’ossatura bianconera hanno trascinato la squadra. Già martedì i ragazzi di Allegri proveranno a replicare quanto visto in campo ieri nella sfida contro lo Sporting Lisbona, che, in caso di vittoria, consegnerebbe alla Juventus il passaggio del turno.

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Le difese lo vorrebbero… Immobile

Il patron biancoceleste lo guarda e sorride e fa bene perché una partenza così lanciata Ciro Immobile non l’ha mai avuta. Nella Lazio ha trovato l’ambiente giusto per ritrovare se […]

Ciro ImmobileIl patron biancoceleste lo guarda e sorride e fa bene perché una partenza così lanciata Ciro Immobile non l’ha mai avuta.

Nella Lazio ha trovato l’ambiente giusto per ritrovare se stesso dopo che a Dortmund e Siviglia si era perso, l’annata d’oro granata era lontana ed in pochi avrebbero puntato su di lui.

Tare ha rischiato, più di qualcuno aveva storto la bocca al momento del suo acquisto ed ora dopo l’undicesima giornata Immobile è l’attaccante italiano più in forma con 13 gol all’attivo, e il dirigente albanese si è preso già la sua rivincita.

I tifosi della Lazio gioiscono e lo applaudono anche quando sbaglia un passaggio, perché lui si propone, combatte, torna indietro e poi sotto porta non sbaglia mai.

I difensori cominciano a vederlo dappertutto.

Ciro si è innamorato della Lazio e della città e in questi giorni sta firmando un rinnovo che lo legherà alla società di Lotito per altri 5 anni e forse finire qui la sua carriera sarebbe il suo sogno, perché se la Lazio gli è grata per i suoi gol e per le fantasie che sta facendo nascere nei tifosi laziali, anche lui  è grato alla società e al mister Inzaghi che lo hanno rilanciato alla grande facendolo tornare ai livelli di quando indossava la maglia granata.

Con le sue magie sta riportando i tifosi allo stadio e questo non era facile, ci voleva un bomber a convincere i supporters biancocelesti  a riavvicinarsi alla squadra e alla società e più di qualcuno si sta convincendo che forse il lavoro svolto da Lotito in questi anni poi non è stato così male.

Ciro non ti fermare adesso, questo è quello che chiedono i laziali e in ottica spareggi i tifosi della nazionale che pensano con un…. Immobile così in forma non si può non vincere lo spareggio.

A cura di Mario Puzzilli

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Juventus, dove sei?

Il momento no dei bianconeri lo si può focalizzare con il minuto 65 del secondo tempo, sta entrando Dybala e i tifosi sugli spalti lo acclamano a gran voce sperando […]

Massimiliano AllegriIl momento no dei bianconeri lo si può focalizzare con il minuto 65 del secondo tempo, sta entrando Dybala e i tifosi sugli spalti lo acclamano a gran voce sperando che possa fare un miracolo come è riuscito altre volte, ma una cosa stonava con il contesto, la faccia triste del giocatore, senza quel sorriso ed entusiasmo che solo quello aiutava i compagni a dare di più.

Al di là di questo particolare che solo pochi hanno colto, la differenza con la sua presenza in campo non si è notata se non in negativo con quel rigore sbagliato all’ultimo secondo che avrebbe regalato un pareggio forse ingiusto, perche la Lazio nel secondo tempo ha dimostrato di saper sfruttare le lacune difensive e a centrocampo di una squadra la Juventus che manca proprio in quel settore.

Khedira non è Marchisio, Higuain si è perso ed anche ieri sera ha dimostrato di non essere tranquillo altrimenti , al di là della grande parata di Strakosha, quell’occasione non l’avrebbe sprecata.

Certo la Lazio conosce bene i problemi dei bianconeri e con i suoi movimenti ed incursioni in verticale acuisce di più le difficoltà, gira il coltello nella piaga, e con un Dybala spento non si va da nessuna parte.

Se mettiamo Immobile in stato di grazia ecco che la partita si complica per tutta la difesa e neanche il gigante Chiellini riesce a fermare le incursioni laziali.
Comunque fa bene mister Allegri a cercare di portare tranquillità in uno spogliatoio un po’ sottosopra, anche perché c’è da pensare alla Champions e dimenticare una sconfitta in breve tempo sarebbe l’ideale per poter affrontare un’altra sfida difficile contro lo Sporting.
Mister Allegri avrà un compito difficile quello di ricostruire quell’alone di fiducia e sicurezza nei suoi e forse rivedere il modulo tattico per far si che al centro ci sia più copertura, perché proprio lui ieri sera ha ribadito che alla fine della stagione la squadra che avrà vinto sarà quella che ha subito meno gol di tutti e quindi buon lavoro.

A cura di Mario Puzzilli

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