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ESCLUSIVA, Durante (ag.FIFA): “Toloi fortunato. Nilton giocatore da Bologna. Campionato italiano inferiore a quello turco. Doria, Felipe e Renan: ecco chi sono”

Il noto esperto di calcio brasiliano ed agente FIFA Sabatino Durante ha parlato ai nostri microfoni di vari calciatori verdeoro, da Nilton a Toloi passando per giovani talenti in odore di Europa, […]

Sabatino DuranteIl noto esperto di calcio brasiliano ed agente FIFA Sabatino Durante ha parlato ai nostri microfoni di vari calciatori verdeoro, da Nilton a Toloi passando per giovani talenti in odore di Europa, o che almeno la meriterebbero.

Ecco le sue dichiarazioni:

Parere su Nilton: che giocatore è? L’Inter lo ha in pugno?

Se l’Inter lo abbia in pugno o meno non lo so. Mi dicono che c’è qualcuno che ha mostrato interesse parlando per conto dell’Inter, ma documenti ufficiali alla mano non ce ne sono. Nilton è un buon giocatore, ma un buon giocatore per il Bologna, per il Parma, non per un’Inter che punta a diventare nuovamente una big del campionato italiano. Se lei chiede a 100 operatori di mercato o giornalisti in Brasile, forse 10 le sapranno dire chi è Nilton. È uno di grande normalità. Se consideriamo che un giocatore come Romulo che in Brasile era uno normale in Italia è addirittura in odore di convocazione in nazionale, questo la dice lunga su quanto sia migliorato lo stesso Romulo in Italia e di quanto sia sceso di livello il nostro calcio, ed è dimostrato da quello che stiamo facendo in Europa da due-tre anni, ovvero poco e nulla. Pensare di migliorare l’Inter con Nilton è come pensare che il nostro Signore sia morto per il freddo.

Un parere su Toloi: merita il riscatto?

Toloi è un fortunato. Ha avuto la chance di andare a giocare al San Paolo e non la meritava, ha avuto la chance di andare in una grande squadra come la Roma e non lo meritava. Toloi ha fatto bene in under-20 brasiliana e col Goiàs per il resto ha fatto solo disastri. Al San Paolo lo chiamavano babaca,  che significa cogl****.
Toloi ha fisicità ed ha un discreto piede, ma lui ha un difetto fin troppo evidente: fa un sacco di errori. Al momento opportuno l’errore lo fa sempre. Lui è un fortunato come ho già detto, come lo è Osvaldo o come lo è Balotelli, è innegabile che abbia qualità ma è fortunato, ma un professionista lo deve essere a 360°.
Sono stati molto bravi quelli che gestiscono Toloi più che lui, perché è passato dal Goiàs al San Paolo dove c’erano un sacco di giocatori molto forti.  Ha fatto una carriera superiore a quelle che sono le sue qualità. Poi è diventato comunitario grazie ad un comma di una legge che ha fatto impazzire anche i dirigenti dell’ambasciata italiana. Ripeto per me è molto più fortunato che bravo. Spero che torni in Brasile perché in Italia vogliamo giocatori che alzino il livello del nostro campionato, che è un campionato di terzo livello

Lei ha parlato di Toloi come fortunato: ci sono giocatori in Brasile sfortunati, incompresi che meritano palcoscenici più elevati?

C’è Doria, un giovane del ’94: mancino, con molta fisicità. Un paio di anni fa era venuto fuori grazie a queste qualità, poi un paio d’anni s’è perso ma ora è ritornato ai suoi livelli. Poi c’è Renan, un giocatore del ’93 che ha quest’anno ha fatto il campionato Paulista con il Rio Claro, vale quanto Doria, solo che Doria è valutato 7 milioni e Renan 1 e mezzo. Ha tutte le qualità per diventare un buon giocatore, il rischio è poco, il prezzo è basso e merita una chance. Toloi ha avuto tante chance, perché non dovrebbe averle questo ragazzo.
Un altro buon giocatore si chiama Felipe, è un ’94, come Doria e Renan è molto alto, veloce, mancino e ha debuttato ieri in Giappone. In Brasile giocatori che hanno la fortuna di giocare in prima squadra vengono valutati cifre astronomiche, mentre giovani con le stesse qualità che giocano in squadre semi-sconosciute vengono valutati una miseria.
In Brasile di fenomeni non ce ne sono, ci sono un sacco di buoni giocatori che in Italia farebbero bene perché sono dei lavoratori, sono dei ragazzi con la testa apposto, perché quello è fondamentale.

Ci sono trattative sottotraccia che coinvolgono squadre italiane in Brasile?

Ci sono squadre attive sempre come l’Udinese o come il Napoli, che sta guardando con attenzione il mercato brasiliano. Henrique, per esempio, è un buon giocatore che è andato anche in nazionale grazie al fatto che conosceva Scolari, che lo ha avuto al Palmeiras, ma non è un fenomeno. Il Napoli lo ha preso per una cifra intorno ai 4-5 milioni e ha fatto un buon acquisto, perché ha preso un giocatore che comunque sta facendo bene perché è un ragazzo serio con la testa apposto.
A giocatori come Osvaldo che testa non ne hanno, si danno un sacco di chance: Bologna, Fiorentina, Reggina, Roma e Inghilterra. Bisogna dare fiducia a giocatori come Romulo, magari non di grandissima qualità ma che con perseveranza riescono ad essere protagonisti nel campionato italiano, che comunque oggi è un campionato di terzo livello.
Anni fa andavo dai dirigenti e mi chiedevano se un giocatore fosse da Milan o da Juventus, oggi non hanno più la puzza sotto il naso, perché il brand delle nostre squadre non è più apprezzabile, ad oggi il nostro campionato è inferiore a quello turco.
Anni fa facevo questa considerazione perché frequentavo il campionato turco avendo alcuni giocatori lì, e prima della partita tra Galatasaray e Juventus dicevo a qualche mio collega e a qualche giornalista che quando Mancini eliminerà Conte dalla Champions mi avrebbero dato ragione e mi prendevano per matto, ma alla fine la Juventus è uscita per mano del Galatasaray e oggi bisogna dire che il nostro campionato è inferiore a quello turco.
Se poi consideriamo che la Juventus, ovvero la migliore squadra italiana, va a pescare il Galatasaray e viene eliminato, va a pescare il Benfica e perde, e diciamo ancora che il nostro campionato è tra i migliori, ci illudiamo tantissimo.

Secondo lei il Milan può risollevarsi?

Secondo me no, il Milan è entrato in un momento di grande involuzione. Aveva un presidente che voleva investire ed una dirigenza che lavorava in maniera veloce e rapida. Oggi c’è un calo di tensione nella società, Berlusconi è preso da problemi extra-calcistici, ma aldilà di ventilate pacificazioni e accordi, oggi nella dirigenza ci sono diatribe e discussioni e non c’è il clima giusto per guidare il Milan. Serve chiarezza e la può fare solo Silvio Berlusconi. Serve un fattore importante che è la comunità di intenti ma oggi ci sono tanti scricchiolii che sicuramente non giovano al Milan.